Cosimo Pacciani
La City dei Tartari
5 Aprile Apr 2014 1334 05 aprile 2014

Dalla City dei Tartari alla Fortezza dei Draghi.

Ci sono giornate di ripensamento e di meditazione, quelle fra una stagione e l’altra, quelle in cui ti alzi e ti rendi conto che le cose non possono e non potranno essere piu’ come prima. Ma si parla di un istante, poche ore o pochi giorni fa.  E’ una piccola ossessione personale con l’evento, con l’accadere delle cose, le concomitanze di incontri, le circostanze che spingono da un lato del sole, del pianeta.  Allora, e’ quando stacco la spina un attimo, quei giorni di riposo fittizio, dove il cervello continua a girare, a considerare opzioni e dubbi, su decisioni gia’ prese, dal colore di una macchina nuova, a cercare di immaginarsi il mondo nuovo che mi aspettera’, da questa primavera in poi. Un mondo con molta meno Londra, con aerei, viaggi da fare, con appartamenti nuovi in  cui sistemare i libri, nella fortezza alla Drogo dove continuero’ a combattere le mie battaglie, prima di tutto con la distanza fra cervello e cuore ed ogni strada in mezzo, che, alla fine, porta sempre nel solito posto. Me.

Lasciare Londra, o metterla un attimo da parte, non sara’ mai facile, per nessuno, perche’ Londra, la City, sono il vero centro del mondo, dove ogni cosa accade prima di ogni altra parte del mondo o, se accade altrove, vi si ripete senza alcuna sensazione di gia’ visto. O, forse, Londra non si lascia mai. E’ un virus, di differenza, che fa comprendere meglio il mondo, un collegio della follia istituzionale, nei calzini rossi dei banchieri e nelle falcate sicure dei ragazzi dell’East End.

Sara’ strano salutare, anche se temporaneamente, i draghi con lo stemma di San Giorgio, ben sapendo che ne vedro' altri, da vicino, nella mia destinazione, di animali della finanza, esotici e risoluti. Senza orpelli di fiamme.

Manchera' la vista occasionale di Boris Johnson a cavallo della sua bici, una City dove sono anche tornati nuovi fornai ed aprono macellerie per hipster, come mai dai tempi del Grande Incendio, una City che e’ di nuovo cittadella della finanza. Ed io parto, per il forte sulla frontiera. Una specie di profezia, il nome di questo blog, La City dei Tartari. Sapevo che prima o poi sarei finito come Drogo, nella fortezza da cui si controlla tutto quello che accade, in attesa di nuove invasioni, di perturbazioni del sistema e di free riders telematici, i nuovi Tartari.  

In queste giornate, allora, lascero’ che il miele delle memorie e dei tramonti di questa primavera dai colori tossici e splendenti delle polveri fini, addolcisca quella pulsione ad andare, a far esplodere ancora una volta energie e forze, nella leggera entropia dell’universo a cui contribuisco ogni giorno. Un’entropia, pero’, dove ad ogni livello di energia inferiore, aumentano le connessioni, le correlazioni. Un giorno, l’economia non esistera’ piu’, perche’ tutto sara’ diventato un unico punto, onniscente, auto-referente. Senza piu’ calore o bagliore, ma con tutto il creato dentro. E seguira’ un momento di silenzio e di riflessione, anche nella mente di Dio, prima che tutto riesploda.

Londra, ti amero' sempre, come la prima volta, che ti vidi in un settembre piovoso ed entrai per caso dentro una delle decine di chiese della City. Un silenzio irreale, nell'ora di punta.

Soundtrack : Motorpsycho - Behind the Sun (check Entropy)

http://youtu.be/6Jr-8XrIfiA 

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