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9 Aprile Apr 2014 0417 09 aprile 2014

Le partite di calcio non durano 90’ bensì 55’... ma mica sempre

Le partite di calcio non durano 90’ bensì 55’... ma mica sempre

Le partite di calcio durano 90’, dice il regolamento. Ma in effetti i giocatori corrono dietro al pallone per molto meno tempo: 55 minuti e 54 secondi, in media. Nella Serie A italiana. In altri campionati, come la Liga spagnola, il tempo è ancora minore: 53’18”. Per il resto il pallone è fuori campo, o l’arbitro ha fermato il gioco per qualche infortunio, o è in corso una sostituzione... insomma, sta succedendo ancora qualcosa inerente alla partita ma che partita non è.

I tempi citati sono quelli medi delle partite della stagione agonistica in corso. Nella Serie A italiana ci sono state partite in cui si è giocato oltre un’ora: le più lunghe sono state di 67’10”, per due volte, il 12 gennaio e il 9 marzo. In entrambe c’era in campo il Torino: la prima volta in casa con la Fiorentina, la seconda in trasferta con l’Inter. Le partite con meno gioco sono durate 46’34” e 47’10”, e in entrambe c’era in campo il Genoa: la più breve il 9 marzo, in trasferta a Chievo, e l’altra il 2 febbraio nel derby con la Sampdoria.

Questi tempi sono stati calcolati dagli specialisti di Opta, uno dei principali osservatori statistici sullo sport mondiale (qui il sito web) e pubblicati tra gli altri da Carlo Laudisa su la Gazzetta dello Sport dello scorso 11 marzo.

Secondo i rilevamenti, il nostro campionato non è molto diverso da quelli stranieri più importanti. Quello dove le partite sono più giocate è la Premier League inglese, con 56’35”, quello con le partite meno giocate è la già citata Liga Spagnola, con 53’18”. Una differenza di circa 3 minuti che in percentuale supera di poco il 6%, e che più o meno è lo standard.

Inoltre si tratta di un fenomeno di almeno medio periodo, perché risalendo con le statistiche fino al 2008 si rilevano durate medie diverse di pochi secondi. In Serie A, la stagione in cui si giocò di meno fu quella 2009/2010, con 55’12”; quella in cui si è giocato di più è stata quella 2012/2013, con 56’06”, identica alla stagione 2010/2011.

Questa differenza di tempo tra durata teorica e gioco reale potrebbe però non essere un elemento negativo. Al contrario, potrebbe essere addirittura uno degli elementi impliciti del successo popolare del calcio. Nei minuti di palla ferma, per esempio, le televisioni possono inserire i replay, che arricchiscono l’esperienza di visione dei telespettatori, e inserire gli spot pubblicitari, che incentivano le reti televisive medesime a disputarsi i diritti di trasmissione delle partite.

Un sistema che sembra soddisfare tutti i soggetti coinvolti.

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