Beniamino Andrea Piccone
Faust e il Governatore
16 Aprile Apr 2014 1346 16 aprile 2014

I grillini sono inscalfibili nelle loro certezze. Come Mike Bongiorno nella Fenomenologia di Umberto Eco

Quando si accende la tv e ci si imbatte nei talk show nostrani, si viene presi dopo poco dallo sconforto. Il dibattito è debole, le argomentazioni fragili, e - siccome il mezzo non si presta - la logica non la fa da padrone, anzi, e solo i più forti e urlanti escono vincenti.

Quando l'altra sera ho sentito la parlamentare del Movimento 5 Stelle Paola Taverna mi è tornato in mente un passaggio di Umberto Eco nellaFenomenologia di Mike Bongiorno (Diario Minimo, Mondadori, 1963): "Il caso più vistoso di riduzione del superman all'everyman lo abbiamo in Italia nella figura di Mike Bongiorno e nella storia della sua fortuna. Idolatrato da milioni di persone, quest'uomo deve il suo successo al fatto che in ogni atto e in ogni parola del personaggio a cui dà vita davanti alle telecamere traspare una mediocrità assoluta unita ad un fascino immediato e spontaneo...egli si vende per quello che è, e quello che è tale da non porre in stato di inferiorità nessuno spettatore".

Non infieriamo sull'ignoranza del deputato del M5S Davide Tripiedi che - in un intervento alla Camera - ha detto "Sarò breve e circonciso".




Con i grillini valgono ben poco paper, ragionamenti economici, conoscenza della storia. Sono dei Signor NO, come il notaio di Mike. Qualsiasi proposta non va bene. Ce n'è una migliore subito a portata di mano. Peccato che questo sia il tratto tipico dei rivoluzionari, che non gradiscono cambiamenti graduali ma solo ghigliottine e tagliole.
E' il riformismo che è mancato in questo Paese. Non per nulla l'economistaFederico Caffè sfogo la sua insoddisfazione nella Solitudine del riformista(Bollati Boringhieri, 1990).




In occasione del compleanno (90 primavere, auguri!), di Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica,lo psicanalista Massimo Recalcati ha scritto un pezzo meraviglioso e commovente che si chiude così: "Per lui riformismo è una forza ricompositiva che non cede al compromesso, ma che avvicina elementi apparentemente opposti, sordi, finanche ostili. E' quello che assume le forme di una vera e propria strategia politica nello sforzo di avvicinare il liberalismo repubblicano di La Malfa con il Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer negli anni più bui della nostra vita collettiva che culminarono con l'assassinio di Moro....Riformismo per Scalfari ha sempre voluto dire possibilità di ricomporre produttivamente le differenze, di evitare che la separazione risulti solo sterile e traumatica".




I grillini, che rispondono come il cane di Pavlov ai diktat di Grillo e Casaleggio sono come Mike: "Mike non si vergogna di essere ignorante e non prova bisogno di istruirsi.Entra a contatto con le più vertiginose zone dello scibile e ne esce vergine e intatto, confortando le altrui naturali tendenze all'apatia e alla pigrizia mentale" (Eco, cit.).

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