Cosimo Pacciani
La City dei Tartari
17 Aprile Apr 2014 1523 17 aprile 2014

Nomination Days (are here to stay)

La ragazza della linea aerea si schiarisce la voce ed attrae l'attenzione dei 123 passeggeri del volo, ammassati in una stanza di un aeroporto italiano, da ormai due ore. Si sposta una ciocca di capelli e si aggiusta gli occhiali, dicendo 'Prima in italiano, after english... Dati problemi tecnici ed il vento forte sopra la Toscana dobbiamo alleggerire il volo. Ora chiamero' 23 persone, partendo dagli ultimi che si sono presentati al check-in, e dovranno partire domani...chiaramente pagheremo l'albergo e vi faremo prendere i bagagli'. Scende il silenzio, anche se tutti se lo aspettavano. Ma, dopo due ore assieme, in quella stanza senza bagno, ma con un poliziotto gentile che faceva uscire le persone per andare a sgranchirsi le gambe, dopo l'iniziale fastidio di bambini piangenti e battenti in ogni possibile spigolo della stanza, a fianco di studenti che ridono, con sedie per un terzo dei passeggeri medi di un airbus, ormai si era creata un'atmosfera di famiglia, quasi festiva, da Festa dell'Unita' in attesa di qualche leader a presentare un libro. E perche' la linea aerea vuole rovinare questa aggregazione non volontaria ma ormai un coacervo di umanita' in gioco, perche' vuole recidere queste storie di amicizia e di amore che stanno appena nascendo nelle attese spasmodiche all'aeroporto, per essere divise, come dei Teseo ed Arianna, dal labirinto dell'algoritmo dell'assegnazione casuale dei posti sull'aeromobile? Un tempo non ci conoscevamo, ma ora siamo un popolo, abbiamo una destinazione, sappiamo dove vogliamo andare, for a change. Siamo tutti li', uniti come piastrine di fronte al desk dell'imbarco, spasmodicamente in attesa di novelle o di notizie, anche frammentarie, che ci facciano sperare. Non vogliamo piu' spostarci da nessuna parte, rifornite le macchine distributrici di taralli e bottiglie d'acqua semitiepida e lasciateci qui, come in un'ampolla di societa'.

La ragazza dell'aeroporto ignora questo sentimento popolare e, dopo essersi schiarita la voce ancora una volta e dopo le stesse istruzioni in un inglese neanche male, esordisce con il primo nome, chiaramente cinese. Da un angolo buio della stanza spunta una ragazzina asiatica esile e gracile. Una signora bene, di quelle fiorentine uscite dalle pagine di Palazzeschi, esordisce 'No! Piccina....questa magari la deve tornare chissa' dove...chissa' la su' mamma. Bada bellina, un si lamenta neanche, che civilta' quest'asiatici' e fa partire un applauso. Come se, invece di un ritardo, magari da spendere in un hotel di Firenze, ci fosse un patibolo dall'altra parte. Scatta un'ovazione in piedi, anche perche' di posti a sedere ce ne sono pochi e tutti sono asserragliati, accalcati, attorno al box della ragazza. Eroi dell'aviazione, i 23 uomini e donne costretti a disimbarcare, pensiamo tutti. Finche' non tocca a noi, cioe' quando la signora fiorentina che elogiava la civilta' asiatica e l'abnegazione delle masse operaie cinesi viene nominata e, d'incanto, cambia atteggiamento. Torna liberista e leggermente dogmatica. 'Non potete! E' una lesione della carta dei diritti del passeggero! Esistono leggi che vi impediscono di impedirmi di imperdirmi di imperdire, maremma! Devo andare a Londra da un'amica, e' tutto gia' pagato! Vi faccio causa! Ma ti pare che vengano scelte le persone a caso. Mica siamo a X Factor qui...' Un signore inglese seduto vicino mi sussurra 'Well, almeno li' un po' di talento ci vuole'. La signora nominata tira fuori un cellulare che usa come l'estensione del suo indice accusatorio, mentre attorno a lei si e' aperto un varco. Ha rotto il patto che si era creato in quella piccola comunita', in cui tutti, come un branco di tonni o di gnu, avevano accettato che il destino feroce strappasse alcuni di noi al volo, i piu' deboli od i piu' piacciconi, al viaggio verso la Londra promessa. La signora ci ha ricordato la nostra individualita', o perlomeno la sua componente egoista, di sopravvivenza individuale, rispetto a quella della comunita', con famiglie, bambini, anziani.

La sorpresa e' che nessuno l'ha seguita nel suo sfogo, non sono scoppiate rivoluzioni e rivolte, perche', nella logica del branco, il benessere collettivo passa sempre dal sacrificio di alcuni, i deboli od i soldati della prima fila. Funziona cosi', ha sempre funzionato cosi', in ogni societa'.Un impiegato dell'aeroporto deporta la signora in una stanza per calmarla e, mentre la ragazza continua a leggere nomi e cognomi ed aggiustarsi ciocche e le persone si avvicinano al desk con un fare misto di scocciatura e sollievo (ed in questo aiuta la mattinata fiorentina che si apre, radiosa e complice, dalle colline attorno), sentiamo ancora la voce rauca della signora, mentre elenca circostanze, costi, nomi di parenti da contattare, ma con un'eco lontana ora. La pace sociale e' stata restaurata. E ci facciamo nominare, uno per uno, nome e cognome, mentre i nostri bagagli aspettano sotto al sole di Aprile. Con buona pace della cioccolata e dei vinsanti nascosti fra le mutande e libri infilati, che non si parte mai senza un libro in valigia, che non leggeremo mai.

L'aeroporto replica quello che accade nel paese, nelle istituzioni, nella societa', nei programmi televisivi. E' un periodo denso di nomine, nominations, chiamate alle armi, inclusioni in liste ettorali. Una specie di chiamata ad personam, ma, spesso, questo accade non per un senso di collettivita' e di progresso, dove sono premiati i migliori o chi abbia le competenze giuste, ma secondo logiche antiche, come la tombola del posto della linea aerea che lascia 23 persone e tutti i bagagli in Toscana, o come il metodo della contiguita' emozional-politica, che ci fa credere che un amico sia meglio di un esperto. Perche' un amico collabora, ma l'esperto potrebbe avere la sua idea, potrebbe esprimere una visione diversa. Spesso, anche nei talent shows, vince chi non minaccia, chi riesce ad immedesimarsi nell'umore del momento, piuttosto che in parametri di qualita'. Il famoso premio della critica di Sanremo che si picca di premiare le canzoni piu' angolari della competizione, alla fine, e' esso stesso un premio alla contiguita' emozionale di una musica con un umore di una serie di critici. Nulla a che fare con la musica di qualita'. Oppure, si premiano gli urlatori, gli attivisti finanziari, quelli che hanno una verita' su tutto, al netto del sudore e della capacita' di gestire le cose. Che, ed in questo sono simpatetico con la ragazza che legge la lista, una cosa e' fare una lista, che avra' redatto un manager in ufficio, il quale vede nomi e peso dei bagagli, un'altra leggerla in faccia a 123 persone sospese in una zona grigia fra stracco, furente e rassegnato. Dove allora accade che una ragazza chieda di rimanere per far partire un'amica che il giorno dopo deve lavorare, due ragazzi americani si prendono la briga di portare all'amica rimasta a terra una valigia zeppa di libri per la biblioteca. La ragazza della linea aerea, magari, si e' svegliata pensando di avere di fronte una giornata normalissima. Invece e' come se la farfalla, battendo le ali in Italia, fosse trasportata immediatamente, per un gioco del destino, dentro al tifone in Australia. Ed e' questa la logica, quella logica della societa' che attende in diecimila migliaia di sale di aspetto del mondo, nelle code per i salari, per il pane, e' quella l'aspettativa. Che chi esegue, abbia cuore, capisca le circostanze e che abbia gli strumenti adatti per farlo, intellettuali e sociali. Una 'nomina', un ruolo, dovrebbero includere un 'disclaimer', un'avvertenza, che quello che siamo chiamati a fare potrebbe e dovrebbe costarci fatica, quasi dolore, impegno, passione. E compassione, tanta, tantissima. Le responsabilita' a cui siamo chiamati, spesso, sono un multiplo di quello che pensiamo di poter sostenere, per lo meno, come somma di cose da fare e considerazioni.

Allora, vengano le nomine, le scelte decise, vengano le misure draconiane, ma queste funzioneranno solo se il popolo, le persone che sono in coda per i servizi, per i benefici di uno stato efficiente, di un'amministrazione efficace, capiranno quello che accade. Vorra' dire trasparenza, anche in quelle situazioni dove si adotta la corporate governance, che non e' una democrazia, sia ben inteso. Vorra' dire responsabilita' individuale e soggettiva, assegnata a chi deve amministrare la cosa pubblica, vorra' dire certezza dei criteri di performance e di esecuzione. Vorra' dire un paese dove la ragazza che leggera' i nomi di chi dovra' essere licenziato, di chi perdera' dei benefici, sentira' di farlo non perche' costretta dal capo, ma perche' parte di una missione per rendere la vita di tutti piu' facile. Anche di quelli temporaneamente esclusi. In un concetto semplice, ci vuole una cultura della accountability, del prendersi incarichi e fare scelte non per compiacere famiglia ed amici, non per mappare il potere, ma per creare davvero una rivoluzione della competenza e dell'eccellenza. Per assurdo, la ragazza avrebbe sbagliato anche se, invece di leggere una lista, avesse detto: ok...quello e' l'aereo e, a parte i bambini, gli anziani e gli invalidi, voi altri dovete correre da qui all'aeromobile. Non e' quello che si chiede, non e' quello che si vuole quando si e' governati da chi dovrebbe saperne piu' di noi, di portanza dei velivoli, di meterologia, come di finanza pubblica, di risparmi postali e di risorse energetiche. Ma la questione, forse, e' proprio quella. Ci fidiamo fino in fondo o stiamo lanciando cuore, fegato e tutto il resto oltre un altro ostacolo? Forse, la discontinuita' con la discontinuita' attesa, che viviamo nel presente, e' una forma di discontinuita' in se'. O la massima forma di continuita'.

"Spesso la domanda e' 'quante persone comandi?'. Una volta risposi 'sei miliardi'. Perche' quello che faccio, alla fine, ha sempre un'influenza sulla vita di tutti. Un'altra volta risposi, 'non comando nessuno, ma tutti comandano me'. Chi si occupa di cose che hanno qualcosa a che fare con il pubblico, con il benessere collettivo, dovrebbe sempre aver chiaro che ogni cosa che fa accade in questi due ambiti e dovrebbe sentirsi sempre responsabile di tutti e responsabilizzato da tutti'

K.J. Okker 'Frenesia e Governance'

Afghan Whigs - The Lottery

www.youtube.com/watch?v=JFi5cY9nrf8

Cloud Nothings - Giving Into Seeing

www.youtube.com/watch?v=3uzZnnFEXLY

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