Gianmaria Tammaro
’O pernacchio
20 Aprile Apr 2014 0938 20 aprile 2014

Il sonno della Pasqua genera casatielli

La pasqua è un fatto serio. Anzi di più: serissimo. E non solo per Gesù che risorge, per la gente che dopo tanto tempo torna a mangiare (quelli che possono permettersi il lusso di decidere quando digiunare, tra parentesi), per le tantissime vie crucis e per le uova e per i dolci e per i capretti al forno. La pasqua è un fatto serissimo, una festa sacrosanta, perché in tavola dopo un anno e più di latitanza torna il casatiello (si legge come si scrive, ndr). Che se non siete di Napoli non sapete manco cos'è, ma che se vivete oltre confine, in Campania o giù di lì, vi basterà il nome - il nome, giuro - per farvi venire l'acquolina in bocca. 
E che cos'è, 'o casatiello. C'è gente che potrebbe morire mangiandolo (e no, non è solo per modo di dire, sono serio: il casatiello è talmente pensate, pieno e ricco che se esageri potresti ritrovarti più là che qua). Ma quant'è buono. Quant'è buona 'sta pasta arrutulat, chin chin 'e salam, furmagg, cigoli, uova sode e sogna. Quant'è buono il casatiello che ti si inchiomma alla gola, ti costringe a bere un po' d'acqua e poi ripiglia, più saporito e gustoso di prima, a scenderti giù per il gargarozzo. Quant'è saporito, 'o casatiello. E quant'è soddisfacente. Meglio di un 3 a 0 secco alla Juventus, della femmina che ti piace da anni che ti dice «sì, mi piaci pure tu» o della sorpresina pezzotta dell'uovo di pasqua. 
Gesù, penso io, sarà risorto per il casatiello (oltre che, chiaramente, per liberarci dai mali del mondo, tornare al Padre ecc. ecc.). Una volta se ne parlava il giorno dopo, a Pasquetta: picnic, tovaglia stesa al sole, risate e bicchiere di vino. E «che ti sei mangiato ieri», «a te comm'era 'o casatiell» e «uà, mammama' che casatiello». Oggi se ne parla subito, sui social. Su twitter l'hashtag #casatiello è uno dei più quotati. (Forse, non lo so. Non ho controllato.) Su facebook è gara: «tre guaglio', me ne so' magnat tre». C'è chi esagera: «pure nel latte me lo sto azzuppann 'o casatiello, vi giuro». Per non parlare dei romantici: «quant'è bellell 'o casatiell, mo' m c facc 'nu selfie». Il casatiello è passione pura. Meglio del pane, chiu' ddoce 'ra ciucculata. Se a Pasqua non vi mangiate il casatiello, sinceramente non so perché la festeggiate. (Oltre che, chairamente, per Gesù che risorge, la liberazione dai mali del mondo, il Padre felice per il Figlio che torna a lui ecc. ecc.)

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