Gaetano Farina
Leggere il mondo
24 Aprile Apr 2014 0834 24 aprile 2014

Mafia Republic

Appena spentesi le polemiche sul testo legislativo riguardante il voto di scambio politico-mafioso, Laterza immette sul mercato editoriale un nuovo libro che sviscera l’ecosistema mafioso e soprattutto i suoi rapporti con le istituzioni e la politica. A scriverlo non è pero un italiano, ma uno storico e accademico scozzese, il 50enne John Dickie specializzatosi in Italia e docente di “Studi Italiani” presso l'University College di Londra."Mafia Republic” è il suo ultimo contributo alla storia della criminalità organizzata di stampo mafioso sul territorio italiano, che si ricollega coerentemente ai lavori precedenti  sempre pubblicati da Laterza.
“Mafia Republic” riprende il filo, infatti, di “Onorate Società” uscito nel 2012 e di “Cosa Nostra. Storia della mafia siciliana” risalente al 2007. Per Dickie, a dispetto della grande visibilità che negli ultimi anni ha ricevuto il fenomeno mafioso (specie dopo le uccisioni di Falcone e Borsellino) e dei conseguenti moti di indignazione, il nostro Paese, la nostra gente, la nostra classe politica non ha rinunciato a cercare motivi di distrazione e la lotta alla mafia non si è mai combattuta fino in fondo. E’ vero che sono stati presi numerosi latitanti da Riina a Provenzano, ma troppo spesso, ancora oggi, il problema della mafia si è ridotto a fenomeno mediatico. Secondo l’autore scozzese, non si è ancora avuto il coraggio, la volontà di scardinare, rompere un sistema per arrivare a scoprire non solo un colpevole, ma anche i collusi, chi sapeva e ha nascosto, chi poteva fare ed è rimasto in silenzio a guardare. Del resto, come evidenzia lo stesso Dickie, le origine delle tre principali mafie italiane, la camorra napoletana, la mafia siciliana e la 'ndrangheta calabrese, sono riconducibili alla nascita dello Stato italiano con cui si è progressivamente instaurato un rapporto perverso.
“Mafia Republic”, pur dimostrando come fra queste tre mafie esistano molte più differenze di quanto potrebbe sembrare a prima vista,  conferma e cerca di illuminare la comune aderenza e penetrazione nel nostro sistema politico-istituzionale di cosa nostra, camorra e ‘ndrangheta: sin dalla costituzione della Repubblica, esse hanno provato ad infiltrarsi con successo nello Stato, vi hanno collaborato, vi hanno addirittura combattuto insieme.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook