Padania Valley
25 Aprile Apr 2014 1105 25 aprile 2014

Gli ItalianiEuropei e il programma elettorale che non c’è

Il sondaggio di Ixè per la trasmissione Agorà di Rai3, reso noto ieri, è passato sotto silenzio nei commenti e nelle riflessioni dei media, del mondo politico e dei più.

Il 73% degli Italiani si definisce Europeista, il 43% continua a non sapere se andare a votare o no.

Stando a questi dati, ricostruire fiducia attorno alla prospettiva Europea per gli italiani non è una questione culturale o di collocazione: è invece una partita tutta politica. E il problema è che l’offerta di rappresentanza, in tal senso, è inadeguata.

Non è in discussione la prospettiva europea: fu un’intera generazione trasversale politicamente a liberare l’Italia Europea da regimi totalitari, fu la generazione immediatamente figlia e anche qui trasversale politicamente a costruire i diritti sociali e del lavoro e sempre quella generazione, più adulta, ci portò ad aderire alla moneta unica convinta che giocare sulla svalutazione della lira non avrebbe prodotto benessere né per le imprese né per le famiglie e né per i lavoratori; e così è stato fino allo stravolgimento demografico tecnologico finanziario che ha sparigliato le gerarchie economico-politiche globali. Non è in discussione la prospettiva Europea nemmeno per le generazioni più giovani che davvero sono quelle di Erasmus e dei voli Low Cost.

E’ in discussione, invece, come in quello spazio fisico, culturale e politico si intenda aggiornare e rinsaldare il binomio libertà della persona e responsabilità della stessa verso i suoi simili, attraverso quale organizzazione sociale, politica ed economica e attraverso quale patto istituzioni-cittadini.

In una parola come si sostanzia la natura stessa dell’Europa, il tratto comunitario.

Non esistono, o almeno non sono oggetto di attenzione e dibattito, i programmi elettorali per il governo dell’Europa. Non ci sono proposte misurabili e comprensibili con obiettivi e strategie per raggiungerli. E coloro che dicono che finalmente questa è la campagna elettorale in cui si discute di Europa, mentono. In Italia, almeno, ad oggi è ancora una volta una campagna elettorale sul prossimo quadro politico nazionale e sulla ri-collocazione, pur legittima e per certi versi persino doverosa, di una classe dirigente.

L’Europa a cui gli ItalianiEuropei aspirano evidentemente non si vagheggia, si costruisce.

Si costruisce, per esempio, portando immediatamente in Ucraina i voli low cost di EasyJet e Ryanair. Magari proprio a partire da Milano Malpensa. Da Padania Valley.

Si costruisce sostanziando uno Statuto Europeo dei diritti del Lavoro, perché non si può considerare la mobilità all’interno dell’Unione un successo senza un adeguato tratto comunitario di welfare e, viceversa, si costruisce garantendo in Italia il diritto ad una casa dignitosa per tutti applicando fino in fondo i principi europei dell’housing sociale e realizzando una volta per tutte un compromesso pubblico-privato la cui assenza blocca ancora oggi, dopo oltre 10 anni, un’offerta abitativa alla portata di tutti, la riqualificazione di vaste aree urbane degradate e colpisce la dignità stessa delle persone costrette a vivere, in padania, come altrove, in condizioni disumane.

Si costruisce nella riorganizzazione economica tra capitali stranieri e locali che devono poter trovare condizioni di contesto che ne facilitino il compromesso: questa è ancora la funzione più ampia che Expo2015 avrebbe dovuto perseguire e che dopo il Governo Monti si è indebolita.

Si costruisce attraverso un sistema di sicurezza europea che contempli ad esempio un’unica centrale operativa per la gestione delle emergenze di sicurezza e tecnico sanitarie (il 112 per intenderci) fondato su un rapporto più celere ed efficiente con i cittadini e sulla valorizzazione delle capacità di coordinamento e supporto a tutela dell’incolumità e del lavoro delle donne e degli uomini impegnati a garantire la sicurezza.

Si costruisce affrontando il delicato tema dell’immigrazione non rifiutando un patto di cittadinanza in cui ad un doveroso sistema di accoglienza umanitaria, si accompagni la richiesta a quei cittadini di concorrere, anche nelle forze armate e dell’ordine europee, alla difesa e alla sicurezza di una comunità: perché ad esempio smantellare i quartieri ghetto come via Arqua’ a Milano e garantire coesione sociale, deve essere un obiettivo per tutti i milanesi europei, d’origine italiana o straniera che siano.

La politica italiana che si candida a governare l’Europa ha tutt’oggi una grave colpa: dimentica che i principi di pace, democrazia, sicurezza, benessere e riscatto sociale non sono nè filosofia né strategie comunicative, ma carne e ossa della vita delle persone.

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