Cosimo Pacciani
La City dei Tartari
27 Aprile Apr 2014 0020 26 aprile 2014

Potere alla parola (scritta)

Amo la scrittura, quasi quanto la lettura. Amo le lettere che si formano, con l'inchiostro, il lapis, o con una tastiera, e le parole che diventano significato. Ad ogni parola, se ne aggancia un'altra, come per miracolo. Ed inizia un percorso, inizia una traccia, si intravede una direzione che prima non c'era. Come se ora, qui, apparisse, magari, la parola 'ostrogoto'. Ed allora il mio cervello cercherebbe di razionalizzarla, di costruire attorno a questo aggettivo una spiegazione, come se la penna o la tastiera, fossero un machete, una ruspa che traccia un percorso nella psiche, nelle storie, nelle memorie. Per arrivare ad ostrogoto. Tutto seguendo delle regole, le regole ferree della grammatica. Perche', come imparo ogni giorno di piu', nonostante tutta la fantasia e l'inventiva, non si va da nessuna parte senza regole, senza metodo. Una scrittura in una lingua sconosciuta, senza punteggiatura, senza consecutio, senza i verbi giusti e' come un brodo primordiale, buono per i batteri, ma non per nutrire l'anima e lo spirito pratico dell'umanita'. La parola scritta descrive, apre squarci nella pagina, rende chiaro quello che e' solamente visibile. E' la quarta dimensione. Quella vera dei poeti e dei traduttori. La dimensione che spiega le cose e le illumina, le rende vere e non solo presenti.
La scrittura e' essenziale, nella mia vita. Scrivo, trascrivo, ripeto forse concetti simili a distanza di anni, ma e' lo splendore del gesto dello scrivere e del rileggere. Permettono di confrontarsi e di reagire. La parola scritta si cristallizza solo per i pigri o per chi ha paura di paragonarsi con un se stesso leggermente diverso, o radicalmente mutato. Chi ha paura di se stesso, ama il flusso, la voce, la narrazione orale. L'uomo si e' evoluto quando ha creato la scrittura, quando le immagini sulle grotte sono diventate prima una narrativa e poi un codice di immagini per permettere la riproduzione dello stesso concetto.
Ecco perche' amo la scrittura e non smettero' di scrivere, spero, mai. Perche' la scrittura definisce quello che sono, protrude al di fuori di quello che sento, fa esplodere o mitigare le mie emozioni ed apre mondi nuovi ogni volta che una lettera diventa una parola che si unisce ad altre parole in una frase. E quando arrivo alla fine di questa strada, mi conosco un po' di piu'. O conosco il mio io attuale. Che non e' poco. Ma bisogna esporsi, senza paura, o senza timore che un'idea espressa sia un rischio, o sia un errore. Viviamo in tempi di assoluta trasparenza, in cui le nostre azioni, i nostri pensieri sono sempre condivisi, fra social network, blogs e messaggistica varia. Sono spesso racconti brevi, in ideogrammi, emoticons, ma pur sempre, dietro ogni faccina sorridente si nasconde una rivelazione, una complessita' inesauribile. 
Ed in questi giorni le parole che diventano scrittura mi raccontano di giornate di transizione, di cambiamento, le nascondo, sempre piu' spesso, o le immagazzino, le storie e le sensazioni, le valutazioni che mi assediano come sempre. Da raccontare con calma e spirito giusto, quando i tempi saranno maturi, giusti. Intanto, continuo ad esercitare anima e desiderio di liberta', riempiendo le memorie virtuali di parole e i quaderni di lettere che trascendono e si idealizzano in frasi che spero di riuscire a capire quando rileggero' le frasi fra qualche anno, senza farmi sorprendere dall'incapacita' di decifrare la mia calligrafia variabile. La scrittura e' reiterazione, un tentativo di fissare dei paletti chiari, e di eliminare tutte le paure associate al tempo che passa e che ci rende ogni giorno diversi da quello che eravamo. 

"Ogni volta che penso alla letteratura, mi immagino una persona che nota qualcosa che gli accade, qualcosa che sente, od a cui viene raccontata una storia, e d'istinto, prende la penna e scrive, su qualsiasi superficie. Foglie di palma, biglietti del Tube, muri, carta di Pineider. La memoria deve essere scritta, come una di quelle ricevute casalinghe, sulla carta marrone della tovaglia,nelle trattorie di Via Palazzuolo, quelle con il prezzo politico della nostra gioventu'. Come sono chiuse tutte?" KJ Okker "In difesa del vetriolo"

Soundtrack

Cities - Writing in the wall - http://youtu.be/N7r9o2QYiAg

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