Vivere liberi
28 Aprile Apr 2014 1837 28 aprile 2014

Immagina

Sono 20 anni che ci governano, ci hanno portato nella merda più totale, e contestate noi? Ma contestatevi da soli! (Paola Taverna, 18 aprile 2014, Pomezia)

Tra i commenti ai miei post ce ne sono sempre 3 ricorrenti: solitamente mi danno del raccomandato, del figlio di papà, del fazioso. Non ragioniam di lor ma piuttosto di quello che sta succedendo alla nostra società, alla comunità degli italiani.

Io ho studiato per due terzi della mia vita e nell’altro terzo ho sempre lavorato. Ho scelto la facoltà più aderente ai miei interessi, quella che sintetizzava la mia passione per la tecnologia e la comunicazione nell’era di Internet.

Nell’ingegneria vedo il progresso dell’umanità, il desiderio dell’uomo di avvicinarsi sempre più ai limiti della fisica per arrivare magari un giorno a superarli. Ma nei tempi in cui viviamo non c’è spazio per la ricerca e per lo sviluppo, non ci sono risorse. La ricerca è un campo in cui spendi 100 per fare 10 cose, poi, se sei bravo e fortunato, ne azzecchi una che ti rende 100 e ti ripaghi la spesa.

Ma gli imprenditori di oggi sono finanzieri senza scrupoli: si fanno prestare i soldi dai loro amici banchieri per comprare una certa azienda, poi fanno lo spezzatino, vendono i pezzi migliori a chi offre di più e per quelli peggiori chiedono aiuto allo stato, a noi cittadini, per salvare i posti di quelli che ci lavorano.

Poi una mattina mi son svegliato e ho visto alla tv un sessantaquattrenne attraversare a nuoto lo stretto di Messina. Mi sono detto: “Ma perché lo fa? Ma chi glielo fa fare?” E’ passato un anno e mezzo da allora e fino adesso nessun giornale, nessun TG, nessuno al mondo lo ha ancora capito. Ma bastava ascoltare Beppe Grillo in uno dei 100 comizi della campagna elettorale dell’anno scorso per conoscere la risposta: ha messo il suo tempo libero a disposizione degli altri, gratuitamente, con l’obiettivo di sensibilizzare un popolo addormentato da tanti anni di malapolitica, rimbambito da diluvi di promesse mai realizzate,  ipnotizzato dalle slide degli imbonitori televisivi, plagiato dalle vacue perifrasi di editorialisti della domenica ormai troppo assimilati al sistema di potere per riuscire ancora a controllarlo.

E’ quello che nel mio piccolo ho fatto anch’io: scrivo per passione, non per lavoro. Per quelli che non lo sapessero, i libri non si scrivono per fare soldi (se va bene l’autore prende l’8% del prezzo di copertina) ma per farsi leggere, per diffondere un messaggio, per condividere i propri pensieri. Per questo post, come per tutti gli altri dei miei blog, non ho mai preso un centesimo.

Da quando sono entrati in parlamento, pure i portavoce grillini vengono criticati ogni giorno, continuamente, su qualsiasi cosa. Scontrini, rinfreschi, vestiti, qualsiasi argomento è buono per sviare l’attenzione dallo scassinamento della Costituzione, dal regalo miliardario alle banche o dal decreto province che non le abolisce ma crea nuove poltrone per gli amichetti.

E’ come se stesse arrivando un asteroide a distruggere la Terra e uno si preoccupasse di chiudere il gas. Ma state fuori? Siete lobotomizzati, lo capisco: dopo tanti anni di Maria De Filippi, Barbara D’Urso, Giletti, Frizzi, Conti e Magalli chi non lo sarebbe?

Ma svegliatevi: spegnete la tv e accendete il computer! Andate a verificare le notizie e scoprite di chi potete fidarvi. I giornali che leggete, le tv che guardate, di chi sono? L’editore ha per caso qualche suo interesse privato legato alla nostra vita pubblica? Come è possibile che su certi giornali ci siano solo certe notizie?

Hanno messo in piedi un sistema autoreferenziale, il triangolo delle Bermuda della democrazia: un cortocircuito tra imprese, media e politica che sta annientando l’economia di questo Paese e con essa tutte le nostre piccole e medie imprese, tutti i nostri posti di lavoro, tutto il nostro benessere, tutte le nostre vite.

Ora è arrivato il momento di dire basta, ma basta davvero! Noi cittadini, elettori, simpatizzanti, attivisti, collaboratori, portavoce del Movimento 5 Stelle non siamo come gli altri, non abbiamo proprio niente a che vedere con i banditi collusi e corrotti che ci hanno portato in questa merda. Per questo non parliamo con loro: sono in malafede, sono meschini, sono truffatori. La loro intera esistenza è basata sulle menzogne, sulle promesse da marinaio, sui voti di scambio con i quali sono stati eletti. Ma voi scendereste mai a patti con dei delinquenti? Vi siedereste mai al tavolo con loro? Avviereste mai una trattativa con la mafia o le altre multinazionali italiane della criminalità organizzata?

Quella del M5S è un’idea, un’utopia, un sogno. Lo pensavano anche Danton, Robespierre e Marat quando il 9 agosto del 1792 si presentarono insieme ad altre 20.000 persone davanti al municipio di Parigi. Lo pensavano anche Che Guevara, Fidel e Raul Castro quando il 25 novembre del 1956 si imbarcarono in Messico insieme ad altre 80 persone sul piccolo yacht di 18 metri Granma per riprendersi Cuba. Ma la nostra non è una rivoluzione armata, non ne saremmo neanche capaci: la nostra è una rivoluzione culturale, nei nostri cannoni ci sono solo fiori.

Allora basta dare ancora fiducia a chi ci ha preso in giro per anni. Grillo non vi piace perché urla troppo? Aborrite la capigliatura di Casaleggio? In parlamento preferite essere rappresentati da uno che parla bene come Brunetta ma cura gli interessi del suo capo mafioso invece dei vostri? Ma chi se ne frega di come si vestono, di quanti caffè consumano o di che tipo di calzini indossano! Chi altro volete votare? Il televenditore vecchio o quello giovane? O forse uno dei loro scagnozzi che per soddisfare le esigenze dei loro consumatori-elettori hanno creato altri partiti per le allodole che dopo le elezioni passano puntualmente alla finta opposizione? O magari non ci andrete neanche a votare perché credete che facciano tutti schifo e che nulla possa mai cambiare?

Tra un mese quel sogno può e deve diventare realtà: andiamo tutti a prendere quella matita e sognando ad occhi aperti mandiamoli a casa una volta per tutte!

You may say I'm a dreamer

But I'm not the only one

I hope someday you'll join us

And the world will be as one

(John Lennon, Imagine)

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