Edoardo Beltrame
Guarda bene la bolletta
13 Maggio Mag 2014 1501 13 maggio 2014

Mandrake e le bollette

Mandrake ci tiene costantemente informati: “Stamattina alle 7 ho visto il ministro Guidi e abbiamo discusso di come riuscire a ridurre del 10% anche la bolletta energetica alle Pmi”.

Era il 30 aprile, forse era troppo presto anche per Mandrake e devono essere tornati a dormire.

In attesa della sveglia e del secondo caffè, girano voci su quello che avrebbero intenzione di fare senza, però, toccare ancora le rendite di quelli che campano sulle nostre bollette.

A parte la farsa del canone Rai, sembra tornata di attualità l’idea di Saccodanni: ridurre il costo delle bollette a debito, emettendo obbligazioni.

Un’idea disperata, che non risolve il problema, ma lo sposta solo nel tempo.

Dev’essere un’idea delle banche, che perderebbero una barca di soldi, se venissero ritoccati gl’incentivi ai produttori di energia rinnovabile.

Le banche sono infatti le più esposte, avendo pesantemente investito nel fotovoltaico e nell’eolico.

Sono le stesse banche che proposero ai comuni di dilazionare i loro debiti con i derivati; siccome anche le bollette sono debiti, se non le possiamo pagare adesso, le pagheranno i nostri figli!  

Intanto, in Germania, il prezzo dell’energia in alcune ore del giorno è negativo e la scorsa domenica i produttori pagavano anche 60€/MWh, purché qualcuno rilevasse l’energia.

La rigidità dei contratti non permette il lavoro domenicale ma se, per ipotesi, un’industria lavorasse di domenica, in quelle ore non solo non pagherebbe l’energia per produrre, ma potrebbe anche guadagnarci.

Teoricamente, e per assurdo, basterebbe installare un’enorme resistenza con la quale “sprecare“ energia e guadagnarci.

Da noi, per ora, il prezzo non può essere negativo ma dovremo armonizzarci con i vicini e ci saranno sorprese, specialmente al sud, dove le reti cominciano a scricchiolare, sotto il peso dell’energia che i produttori di rinnovabile riversano in rete, senza alcun controllo, visto che hanno la priorità di dispacciamento.

Tentiamo un paragone: è come se saltassero i sistemi di regolazione delle dighe e l’acqua precipitasse a valle in condutture non in grado di distribuirla; le reti ne sarebbero danneggiate, fino all’ultimo tombino.

In attesa di guasti, o magari di black out, e sarebbe il colmo, bisognerebbe davvero rimboccarsi le maniche e capire, una buona volta e senza dover ricorrere ai soliti giochetti di finanza creativa, come porre rimedio a una situazione sempre più compromessa.

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