Luca Barni
Banchiere di provincia
14 Maggio Mag 2014 1527 14 maggio 2014

La fiducia è il sale… del mercato

“Si può verosimilmente affermare che molta dell’arretratezza economica nel mondo può essere spiegata con la mancanza di fiducia reciproca”. Non è una provocazione, non è il sogno di un utopista che di mestiere fa il banchiere di provincia. È un concetto espresso da Kenneth Arrow, premio Nobel per l’Economia 1972 per i contributi pionieristici alla teoria dell'equilibrio economico generale.  E se i suoi contributi erano pionieristici nel lontano 1972, oggi, dopo anni di crisi, sono di scottante attualità, perché il punto, oggi, è proprio ritrovare gli equilibri saltati dal 2009. Il mondo delle banche cooperative, da sempre e per vocazione, insiste sulla fiducia come valore fondante dell’economia, oltre che, più in generale, delle relazioni sociali. Dice ancora Arrow:  “ogni transazione economica racchiude in se stessa un elemento di fiducia”, quindi, riportandomi in ambito bancario, mi aggancio a quanto scritto sul tema da Luca Zingales, che ha ben presente la lezione di Arrow: “ … quando i clienti depositano i loro soldi in banca o rifinanziano un mutuo non leggono i dettagli più complicati dei contratti e, a colmare la differenza fra ciò che sappiamo e ciò che dovremmo sapere per prendere una decisione consapevole è esattamente la fiducia. La fiducia facilita le transazioni perché consente di risparmiare sui costi di controllo e quindi è un lubrificante essenziale per gli ingranaggi dell’economia”. Dopotutto c’è anche una ragione di ordine pratico, infatti, dice sempre Zingales: “per milioni di transazioni quotidiane non ci sono né tempo né denaro per fare i controlli: se c’è fiducia la transazione avrà luogo; in caso contrario l’affare non si farà”. Dopo qualche post scritto a muso duro contro le “Iene del tesoretto”, disposte a minare la fiducia pur di spuntare qualche soldo facendo le pulci su contratti stipulati oltre vent’anni fa, torno a parlare in modo positivo. A sostenere che la fiducia sia la scintilla per riavviare il motore dell’economia e alla base di un mercato sostenibile, il mondo cooperativo non è più solo. 

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