Francesco Giubilei
Leggere è rock
14 Maggio Mag 2014 1325 14 maggio 2014

Non solo figli di papà

In questi giorni sul sito internet di una importante rivista di economia e business è uscita la recensione di un libro scritto da Jessica Malfatto, “Viaggio nella nuova imprenditoria. Startup e innovazione in Italia” (che verrà presentato questo sabato a Milano nell'ambito della prima giornata della Giovane imprenditoria) in cui sono raccolte le interviste a 26 giovani imprenditori. A margine dell’articolo si è scatenato un dibattito sull’imprenditoria giovanile in Italia. I partecipanti si sono divisi grosso modo in due gruppi: chi si complimentava per i progetti, le nuove aziende aperte, i posti di lavoro creati e chi accusava gran parte dei giovani imprenditori di essere figli di papà, raccomandati o di aver ricevuto un “aiutino” per aprire la loro attività.

Anche grazie alle dichiarazioni del premier Matteo Renzi, mai come oggi è evidente la spaccatura tra una parte del paese che crede nel futuro, nella ripresa dell’Italia e una parte dell’opinione pubblica rassegnata al tracollo.

Lungi da considerazioni politiche, mi domando per quale motivo nel nostro paese ogni nuova iniziativa debba essere vista in cattiva luce, non può esistere il merito di un giovane che, grazie a un’idea brillante, riesce a costruire una solida realtà imprenditoriale? Perché il mito del self-made man tanto caro alla civiltà statunitense in Italia non può esistere? Si obietterà, a ragione, che le differenze tra la nostra società e quella statunitense sono abissale ma mai come oggi, grazie alle opportunità offerte dal web, è possibile iniziare un progetto con investimenti bassi se non nulli.

Il libro di Jessica Malfatto è un’occasione per avvicinarsi a importanti realtà imprenditoriali e per comprendere le idee che hanno animato il lavoro di tanti giovani con la consapevolezza che in Italia al giorno d’oggi è ancora possibile fare impresa.

Francesco Giubilei

@francescogiub

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