Carmine Zaccaro
IoVoglioTornare
14 Maggio Mag 2014 1018 14 maggio 2014

Una piattaforma per imparare le lingue inventata da italiani ma con sede a Londra. La storia di Fluentify

Quando un’idea brillante è frenata dalla miopia italiana succede che due start-upper avviano un progetto di successo. Vecchio copione di un film già visto.

La start-up è Fluentify, i protagonisti sono Andrea Passadori e Giacomo Moiso, 25 anni il primo, 26 il secondo, entrambi all’epoca dell’avventura imprenditoriale, studenti in dirittura d’arrivo del master in management alla École supérieure de Commerce de Paris. «La sede di Fluentify è a Londra, ma l’abbiamo fondata da Parigi in mezz’ora con una connessione internet e un versamento di 15 sterline».

Fluentify è una piattaforma per imparare l’inglese. Andrea e Giacomo hanno studiato la maniera per collegare tutor madrelingua con persone a cui serve imparare o migliorare la lingua, a cui molto spesso la semplice infarinatura scolastica non basta. Un’idea che non ha dell’incredibile, ma spiega Andrea «ci siamo resi conto che l’inglese studiato a scuola non era sufficiente per affrontare un colloquio di lavoro o a presentare un progetto in un’aula universitaria», da una supposizione lungimirante è nata una struttura web che conta 70 tutor sparsi tra Usa, Regno Unito, SudAfrica, Australia, Canada, Hong Kong e Irlanda, tutte persone che appartengono a settori diversi, consulenti finanziari, informatici e musicisti. Ogni utente può scegliere il suo tutor in base alle abilità linguistiche o alle esigenze per le quali ha intenzione di apprendere la lingua. L’aspetto vincente su cui i due italiani hanno puntato è stato scommettere sull’idea che per  apprendere una lingua il modo più diretto è parlare, abbattendo la paura di sbagliare.

Dopo il master Andrea e Giacomo sono partiti per Londra, i passi successivi sono stati l’esperienza con un acceleratore di start-up che ha collaborato per la realizzazione di un business plan, e l’incontro con Claudio Bosco, un grafico di 23 anni e Matteo Avalle, uno sviluppatore di 26 anni, che ha portato alla realizzazione di quello che oggi è Fluentify, una piattaforma accattivante e funzionale che offre un modo diretto ed efficiente per apprendere una lingua.

Il team ha stretto una collaborazione con la Kaplan International Colleges, un importante istituto a livello internazionale per l’insegnamento della lingua, a cui hanno proposto il loro metodo e da cui hanno ricavato visibilità, credibilità e finanziamenti.
Un angel investment (un “angelico” investitore che decide di finanziare progetti promettenti) che si chiama Stefano Marsaglia, Co-Ceo di Mediobanca, ha puntato 250 mila sterline, circa 300 mila euro, sulla loro idea, come a dire che c’è una pallida speranza anche per l’Italia di finanziare progetti di successo.

Purtroppo però come ricordano Andrea e Giacomo «in Italia le start up e i progetti come il nostro sono considerati come un gioco […] dopo la laurea siamo tornati a Torino e abbiamo parlato di Fluentify con un nostro professore dell’università. Lui ci ha risposto: ‘Bellissima idea, ma state cercando lavoro?».

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