Marco Fattorini
Million Dollar Play
15 Maggio Mag 2014 1438 15 maggio 2014

Pizzarotti scende in campo per Expo, nonostante Grillo

«Una puttanata», così Beppe Grillo ha definito l’Expo 2015 a margine dell'inchiesta sulla nuova tangentopoli lombarda. Tra campagna elettorale e pugno duro, il leader del Movimento 5 Stelle ripete che «l’unica soluzione è fermare tutto». Con lui si schierano i parlamentari M5s e i rappresentanti regionali che erano alla conferenza stampa nella discoteca milanese Le Banque in cui Grillo tuonava: «L’Expo non è stato pensato per dare un’immagine dell’Italia al mondo, l’hanno fatto per riciclare denaro». La sentenza dell’ex comico mal si sposa però con quello che accade a Parma, la prima Stalingrado a Cinque Stelle dove il Movimento ha una giunta monocolore.

Federico Pizzarotti e il Comune hanno messo in moto la macchina Expo. Convegni, riunioni e sinergie istituzionali per rafforzare la presenza di Parma a Expo 2015, definita «un’occasione preziosa». Checchè ne dica Grillo, la giunta stellata del capoluogo emiliano ha altri progetti: l’Esposizione Universale può portare in città una fetta di quei venti milioni di turisti previsti, grazie a cultura ed enogastronomia. Nei giorni scorsi è stato istituito anche il “Tavolo di lavoro Parma per Expo 2015” per coordinare istituzioni e realtà del territorio. Partecipano Comune, Provincia, Camera di Commercio, Fiere, Università, Aeroporto, Fondazioni Bancarie e associazioni di categoria. Praticamente gli Stati Generali di un territorio che vuole provare a sfruttare il volano Expo, mentre l’opposizione cittadina parla di «interventi tardivi e deboli» in vista della kermesse milanese.

Il sindaco ha presenziato al convegno “Exponiamoci” con Explora, la società costituita da Regione Lombardia, Camera di Commercio di Milano ed Expo2015 per valorizzare l'offerta turistica in vista dell'esposizione universale. Si è parlato del progetto “La città del gusto”, in cui il Comune di Parma investe 35.000 euro, volto a promuovere itinerari turistici alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche del territorio. «In questi tempi - dice Pizzarotti - è importante non dissipare le poche risorse in mille rivoli, la soluzione è mettersi insieme e fare rete, non restare divisi». Gli fa eco l’assessore al Turismo Cristiano Casa: «Explora ci offre un’occasione che dobbiamo cogliere al volo».

Dopodichè il sindaco commenta gli sviluppi “milanesi”: «Vista la piega che sta prendendo Expo sarei cauto su quello che si riuscirà a fare, tra gli scandali e i ritardi nella costruzione dei padiglioni preoccupa molto sapere che opere da diversi milioni sono nel mirino del nucleo anticorruzione». Poi arriva la proposta pesante: Pizzarotti promuove le Fiere di Parma per ospitare i padiglioni dell’Esposizione Universale che eventualmente rimarranno incompleti per i ritardi nei lavori dovuti a inchieste e scandali. «Le nostre Fiere - spiega - sarebbero la cornice ideale e sono disponibili ad ospitare un progetto diffuso, non polarizzare tutto ma distribuire l’evento sul territorio, come avviene ad esempio per i Mondiali. Se i padiglioni saranno bloccati dalla magistratura o da altri, Parma c’è!»

Una discesa in campo per Expo 2015, quella del sindaco, che tiene in considerazione le implicazioni del territorio e le aspirazioni della Food Valley con le realtà da valorizzare in una provincia così vicina alla capitale milanese. Ma il rapporto tra gli emiliani ed Expo parte da lontano: i primi protocolli di intesa Parma-Milano li aveva siglati l’ex sindaco Pietro Vignali, ora agli arresti domiciliari e indagato per corruzione e peculato nell’ambito del crac del comune di Parma. L’allora primo cittadino firmò e rivendicò almeno tre protocolli con Palazzo Marino per Expo. Il primo nel dicembre 2007 per «il coinvolgimento turistico e fieristico», un altro nel 2009 per «rafforzare il ruolo di Parma» e un terzo nel 2010 per la realizzazione di «una scuola di alta formazione per la sicurezza e la qualità alimentare».

Il dado è tratto, adesso resta da capire l’eventuale reazione dei vertici M5s che da mesi sono in guerra fredda con Pizzarotti. Prima la scomunica di Grillo per un evento organizzato coi candidati locali M5s, poi le prese in giro sul blog al grido di “Capitan Pizza”, infine le cannonate di Casaleggio sulla questione inceneritore. Oggi il sindaco cammina ancora su un altro sentiero, che non è quello tracciato dallo staff. Ribadisce coi fatti che un conto è l'opposizione e un altro è il governo, con relativo corollario di compromessi e realismo. Se non bastasse, a suggellare la linea sull’Esposizione Universale entra pure una coincidenza: lo stesso giorno in cui Grillo e i parlamentari M5s fecero l’ispezione ai cantieri Expo, Pizzarotti era a Parma a officiare l’incontro con candidati e amministratori locali da lui pianificato nonostante la scomunica dell’ex comico. Corsi e ricorsi storici nella (ex?) Stalingrado a Cinque Stelle.

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