Alessandra di Canossa
Doppio (s)malto
22 Maggio Mag 2014 1123 22 maggio 2014

Pisapia: il bon ton di Lina Sotis per dimenticare Expo

Oh, dopo settimane (direi quasi mesi) di buio pesto nella cronaca cittadina milanese, finalmente una buona notizia. Il sindaco Pisapia, dopo aver fatto lo slalom per poter sfuggire al mare di critiche da parte dei cittadini per le oculate e sagge scelte sulla viabilità milanese, come la chiusura al traffico cittadino di piazza Castello, adornata peraltro dall’Expo Gate, che taluni hanno la sfrontatezza di chiamare opera d’arte. E dopo aver fatto la gincana per cercare di smarcarsi da tutte le zozzerie che starebbero compiendo per portare a termine l’Expo, ebbene il nostro sindaco si è occupato di un annoso e quanto mai impellente problema per la città di Milano: la coesione sociale.

Testualmente, “per aumentare la coesione sociale delle comunità cittadine e rafforzare il senso di partecipazione da parte della cittadinanza al processo istitutivo delle nuove municipalità“, quale genialata si sarà inventato?

Ha chiamato la Kyenge a Milano per cercare una maggiore coesione tra le comunità presenti? No.

Ha organizzato una festa cittadina a Palazzo Marino offrendo risotto con l’osso buco e cotoletta per portare tutti verso una maggiore milanesità? Ancora no.

Ebbene, ha nominato un consulente all’interno della direzione Decentramento del Comune fino all’aprile 2016. Chi mai avrà nominato?

Lina Sotis, ex moglie di Gian Marco Moratti (attuale marito dell’ex sindaca Letizia), guru del bon ton e della sua diffusione tra la popolazione italica.

Insomma colei che dell’educazione ha fatto la sua bandiera pensando che il resto della popolazione fosse formata da zoticoni privi di ogni capacità di distinguere una forchetta da pesce da una da dessert.

Chissà se si presenterà nei quartieri milanesi disastrati, convincendo tutti i cittadini a migliorare la propria condizione di vita a suon di articoli di Vogue. Oppure potrebbe andare sulla linea del bus 90/91 cercando di abbellirla con drappi e velluti per renderla più in linea con gli standard della bellezza e dell’eleganza. O ancora, per valorizzare l’identità culturale dei diversi quartieri, potrebbe andare a Lorenteggio o Giambellino, ammesso che il suo navigatore non sia rotto, con il suo libro “Bon Ton” sotto braccio cercando di spiegare come apparecchiare la tavola con gusto, garbo e accuratezza.

In questa scelta, almeno una cosa buona c’è: Lina Sotis lavorerà a titolo gratuito.

E per tutte le altre questioni aperte a Milano, non vi preoccupate, il bon ton arancione le seppellirà!

Grazie Pisapia, ora sì che si cambia davvero!


Pisapia
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