Simone Paoli
Actarus
23 Maggio Mag 2014 1918 23 maggio 2014

Riflessioni semplici e pronostici sulle Europee

Domenica andrò a votare per le Europee, continuando a pensare che in ogni caso sia necessario ed utile esprimere il proprio voto. Astenersi significa lasciare decidere agli altri e la motivazione che comunque non cambierà nulla, non mi ha mai convinto. Potrò dire di averci almeno provato.

Trovo più comprensibile la posizione di chi non va a votare perché non si riconosce in nessun partito. Onestamente in questa tornata è anche la mia personale situazione. Ho studiato in questi due mesi candidati e pseudo-programmi (nei meandri rimasti tra uno slogan e l’altro), alla ricerca di qualcuno che mi convincesse appieno, ma non l’ho trovato. Ho individuato un candidato Europeo che mi è piaciuto, poi ho provato a ragionare in ottica italiana.

Ho appoggiato Renzi alle primarie pur non essendo del PD, ma come si è sostituito a Letta non mi è affatto piaciuto e non lo posso dimenticare. Vedremo in futuro cosa avrà fatto dal punto di vista dei provvedimenti presi, ma per questo giro non lo considero votabile.

Non essendo favorevole all’uscita dall’Euro senza se e senza ma (ma riconoscendo a chi si è battuto per questo ragioni non solo populistiche ed anche il coraggio di avere posto un tema importante) restano per me esclusi quei partiti che su quello hanno basato la loro campagna.

Escludo Forza Italia che non ha ancora la forza di andare oltre Berlusconi (e lo faccio per questioni politiche, non di altro tipo). Escludo NCD che di nuovo non ha nulla, e avrebbe più senso votare FI o PD. Per inciso, credo che il risultato di NCD/UDC possa essere la sorpresa negativa, e minare il governo più di quello del PD.

E il M5S? Premesso che capisco e rispetto chi lo vota (meglio uno sconosciuto, presumibilmente onesto, a chi ha già dimostrato di non meritare la mia fiducia), proprio non mi riesce di votare un movimento che dice tutto ed il contrario di tutto. Credo vinceranno loro, o ci andranno molto vicini.

Tsipras e compagni, per quanto abbia apprezzato i toni (non i bikini) con cui hanno condotto la campagna elettorale, non fanno onestamente per me.

Alla fine di questa scrematura rimangono Verdi, Scelta Europea e qui in Alto Adige SVP. Eliminati i Verdi, troppo monotematici per i miei standard, ero molto tentato di scegliere la SVP. Perché ha affrontato (lo scrivo per chi non è Altoatesino) in maniera seria ed efficace gli scandali interni legati alle pensioni d’oro, e il suo rappresentante ha ben difeso gli interessi della sua terra nella passata legislatura Europea. Però sarà eletto in ogni caso (a meno di cataclismi impensabili).

Resta quindi Scelta Europea, che voterò con scarso entusiasmo, fondamentalmente perché ho apprezzato Guy Verhofstadt, decisamente il più convincente candidato per quello che ho letto e sentito. In realtà a livello italiano il cartello elettorale che lo sostiene non avrà futuro, con quel che resta di Scelta Civica e Tabacci stampelline del PD (mi domando perché non ci confluiscono, avrebbe molto più senso) e Fare di Boldrin sempre in attesa di una casa più grande per un movimento liberale in Italia.

E quindi, per questa volta, vado oltre le beghe interne e scelgo il candidato che a livello Europeo mi rappresenti di più. Chissà poi alle prossime politiche chi, degli italici protagonisti, sarà ancora in campo.

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