Simone Paoli
Actarus
28 Maggio Mag 2014 1122 28 maggio 2014

Quale strada per costruire l'alternativa al PD?

A 3 giorni dal voto delle Europee, tutto è già stato ampiamente commentato. Il PD ha asfaltato tutti (il che dovrebbe far aumentare i rimpianti per le sciagurate primarie che candidarono Bersani), portando a votare tutti i suoi, lasciando gli altrui elettori stesi sul lettino del mare o sul divano a guardare la TV.

Lega e Tsipras a parte, per gli altri partiti solo grosse o enormi delusioni, travolti dall’ondata Renziana. In particolare desta ora l’interesse maggiore quel che accade nell’ormai variegato mondo del centrodestra.

Sono già stati scritti appelli di ogni genere, dal “Renzi di Centrodestra”, alle sempre invocate primarie, alle Leopolde aperte a tutti. Tutto condivisibile, ma come si mette in pratica tutto questo? Cosa manca?

Manca il contenitore prima di tutto. Chi invoca Renzi e le primarie, dimentica che sono state possibili solo perché esisteva il PD. Prima è nato il PD, poi Renzi. Che ha potuto sfidare e rottamare la precedente generazione dirigente grazie alle sue indubbie doti personali ma nel quadro di un partito contendibile.

La prima domanda a cui rispondere quindi è: quale sarà il contenitore giusto? Esploso il PDL, il maggiore partito resta FI. Berlusconi accetterà di mettere a disposizione la sua macchina? I suoi collaboratori più o meno storici accetteranno il rischio di essere rottamati? E che tipo di primarie sarebbero?

Perché il passo successivo è discutere il tipo di progetto. Una federazione? Quindi subito primarie per un “segretario federale”? O solo primarie di coalizione quando ci saranno elezioni, con nel frattempo ogni partito gestito come al solito dagli stessi degli ultimi 20 anni, nella migliore tradizione del vecchio nuovismo?

Perché poi conta soprattutto quello. Se alle primarie i candidati fossero i soliti noti, appoggiati dagli amici di sempre, non avvicinerebbero nessuno. In una tragica danza del cane che si morde la coda.

E l’opzione “nuovo progetto politico”? Scelta impegnativa, con la strada minata da ostacoli di ogni tipo, che al primo errore verrebbe affossata (il destino toccato a Giannino con Fare e Monti con Scelta Civica). Certo gli spazi elettorali ci sono tutti, per riportare dal lettino e dal divano all’urna quella fetta di elettorato che non si sente rappresentata. Ma questo elettorato non fa sconti, è sfiduciato e disilluso, quindi ancora più difficile da convincere o mobilitare. Ci si può riuscire solo con personaggi nuovi, progetti chiari e coerenza.

Nulla vieta (anzi la logica lo impone) che poi le due strade debbano incrociarsi. Se si pensa al tempo che ci ha messo il PD a “partorire” il fenomeno Renzi, ci si rende subito conto che ci vorrà pazienza. Ma credo che non mancherà. Il tempo, intendo.

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