Raja Elfani
Gloβ
30 Maggio Mag 2014 1347 30 maggio 2014

Expo sarà come Sochi?

Oggi alla Triennale di Milano c’era la conferenza stampa sul Padiglione Italia.

A presentare il programma, c’era la triade Sala, Bracco e Balich. Ovvero in ordine: il commissario unico Expo, la presidente Expo e il direttore artistico del padiglione Italia.

Assente l’architetto Michele Molè di Nemesi che ha progettato il padiglione. A parlare in vece sua c'è Balich, sempre al primo piano dovunque si parla del padiglione Italia. E dalle illustrazioni discordanti del padiglione sembra esserci poca coordinazione tra i due studi.

Da Roma, lo studio Nemesi produce tra le altre cose le immagini che vediamo sui giornali anche senza menzione. Ma dalle animazioni 3D dello studio Balich (proiettate anche oggi alla conferenza) spesso mancano gli ultimi ritocchi di Nemesi, contribuendo così ad una notevole confusione intorno al padiglione Italia.

Il veneziano Balich viene dalla casa di produzione Filmmaster, specializzata in spot pubblicitari. Lasciato l’audiovisivo, Balich si rivolge al settore dei grandi eventi fino ad arrivare ultimamente alle Paralimpiadi di Sochi di cui ha ideato la sbalorditiva cerimonia di chiusura.

È questo dunque il programma del padiglione Italia: la spettacolarizzazione?

Perché nella conferenza stampa si è saputo poco o niente sul programma culturale del padiglione. Niente sulle mostre che saranno ospitate all’interno. Forse le trattative sono ancora in corso.

Solo un quadro di Guttuso è stato per ora confermato, il famoso Vuccirìa così attinente da essere presentato come il Guernica del cibo. Suspense invece sul nome dell’artista contemporaneo che farà “un’installazione”.

Fuori dal padiglione invece, grande generosità di informazioni. Normale: è competenza di Balich che anche oggi torna ad insistere con il suo “Albero della vita”, un enorme pilone interattivo tuttora molto incerto ma che promette di trasformare il nocciolo duro di Expo nella fiera del kitsch.

Insomma fin qui solo tanta dispersività intorno al padiglione Italia. Ognuno cerca il trampolino di lancio quando l’intento era di fare sistema, di apparire coesi dietro un unico, caratteristico monumento italiano.

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