Nuovo Mondo
6 Giugno Giu 2014 2211 06 giugno 2014

A chi piace il Padre Nostro Pop?

Solo adesso comprendo cosa intendesse Benedetto XVI quando parlava di relativismo nella Chiesa cattolica e soprattutto nella religione: parlava di religione a proprio uso e consumo, anzi di religione consumistica, cattolicesimo come brand pubblicitario, quasi che ora si senta il bisogno di passare senza mezze misure dai canti gregoriani alla messa celebrata alla discoteca Capriccio.

Cosa resta della vittoria di Suor Maria Cristina Scuccia al reality Voice of Italy 2014, se non la sensazione che Suor Maria Cristina Scuccia abbia vinto in quanto suora che ha saputo trasformare il suo essere suora in un personaggio raro e straordinario, quasi come se non si conoscesse che il 90% delle suore sa cantare ancor prima che fosse sdoganato il fenomeno Sister Act e che l’unico a non saperlo forse è proprio J-Ax che in Chiesa non ci va.

E’ sintomatico che lo stesso J-Ax abbia auspicato alla fine del programma che grazie alla vittoria di Suor Maria Cristina le cose “cambino”. Cosa deve cambiare? Forse non esistono già preti che organizzano gruppi musicali e rassegne in chiese ed oratori o accolgono immigrati, prostitute, famiglie disagiate? Non basta, forse, è necessario vedere preti e suore che si sposano o girano con tatuaggi e giubbotti di pelle magari con la benedizione di Papa Francesco.

Ma noi siamo fatti così. A noi piace l’eroe pop e non l’eroe borghese, ricordiamo con retorico rispetto Falcone e Borsellino, Moro, Mia Martini e Scirea, ma ci esaltiamo quando ricordiamo Di Pietro che metteva in galera tutti, Berlusconi e Renzi Vasco Rossi e Balotelli e, pazienza se poi restiamo illusi e delusi dagli effetti non più speciali, ma ci basta almeno per quel momento, aver esaltato l’assurdo, l’impossibile.

Speriamo solo che questo non accada per la Chiesa e per la fede, che non si pensi che la testimonianza di Don Aniello Manganiello sia trascurabile in confronto ad una suora che chiede un sottofondo pop per recitare un Padre Nostro su Raiuno o che ascoltare Radio Maria sia noioso, salvo che non lo si faccia nel centro di Milano, con la radio a palla ed i finestrini aperti e magari con un prete al posto di guida. Scoppierebbero applausi o insulti? Provateci e fatemi sapere.   

@perfilitaliano

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