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6 Giugno Giu 2014 1546 06 giugno 2014

Immigrazione: che fare?

di Valentina Stella| Focus Méditerranée

L’immigrazione verso i Paesi Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) è in aumento dal 1960, anche se con numerosi alti e bassi.  Questa tendenza è proseguita nel primo decennio del nuovo secolo, che ha visto il numero di immigrati che vivono nei Paesi Ocse aumentare di circa 75 milioni dall’inizio del decennio. Sono i dati contenuti nello studio dell’Ocse Dibattito sulla politica migratoria, presentato a Parigi.  Messico, Cina, Regno Unito e India sono i maggiori Paesi di origine. Dietro questa tendenza di lungo periodo si trova una notevole diversità, sia in flussi verso singoli Paesi, sia tra diverse categorie di immigrazione, come la migrazione della manodopera, la migrazione familiare e la migrazione umanitaria.  La Germania diventa la seconda destinazione al mondo, dopo gli Stati Uniti, per i flussi migratori permanenti, superando la Gran Bretagna e il Canada.  Tra il 2007 e il 2012, il numero delle persone in arrivo ogni anno in Germania si è incrementato del 72%, mentre si è ridotto del 60% in Spagna e del 73% in Irlanda (in Italia il deflusso è stato di 305mila e seicento unità).
Il tema dell’immigrazione è stato anche al centro di duri scontri nazionali e transnazionali alle soglie delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo e a seguito dei numerosi tentativi di sbarchi sulle coste italiane, finiti molto spesso con la morte di centinaia di migranti provenienti dall’Africa e Medioriente.

Due i principali fronti di discussione aperti:

·         l’operazione militare e umanitaria nel Mar Mediterraneo meridionaledenominata Mare Nostruminiziata il 18 ottobre 2013 per fronteggiare lo stato di emergenza umanitaria in corso nello Stretto di Sicilia, dovuto all’eccezionale afflusso di migranti che sta dividendo l’Italia dall’Europa: secondo il ministro Alfano il nostro Paese non può gestire senza l’aiuto dell’Europa il massiccio arrivo dei profughi. Queste le sue dichiarazioni:  “Se non riceveremo aiuto sull’operazione Mare Nostrum, noi proporremo, io proporrò, di sottrarre il costo dell’operazione Mare Nostrum dai contributi che l’Italia dà all’Europa. Dato che ogni anno l’Italia versa dei contributi all’Europa, facciamo il conto di quanto costa Mare Nostrum e diamo in meno questi soldi. Se l’Europa non ci aiuta, li defalchiamo noi a monte”.

·         La risposta europea: la commissaria Cecilia Malmstrom  fa sapere che una lettera è stata inviata a marzo al governo italiano per chiedere quali misure aggiuntive la Commissione europea dovesse mettere in campo per gli sbarchi e l’accoglienza dei profughi. A tale lettera non è mai giunta risposta da parte del ministro degli Interni Alfano.

Ma quali erano le soluzioni proposte delle varie coalizioni italiane per la gestione dell’immigrazione? Eccole nei loro manifesti elettorali (scopri cliccando su ogni gruppo di candidati ammessi): Verdi EuropeiItalia dei ValoriL’Altra Europa con TsiprasMovimento5stelleFratelli D’Italia-Alleanza NazionaleScelta EuropeaIo cambio-MaieForzaItaliaNuovo Centro Destra-UdcPartito DemocraticoLega Nord.

La stampa, invece, ha attaccato duramente l’atteggiamento di casa nostra ed europeo nel fronteggiare l’onda di migranti; interessanti nel dibattito le posizioni di Limes e di Le Monde, che titolano rispettivamente “La falsa coscienza dell’Italia sull’immigrazione e la Bossi-Fini” (di Massimo Nicolazzi) e “Immigration : la funeste myopie européenne” (di Jean-Pierre Stroobants). La rivista italiana di geopolitica mette in evidenza l’inappropriatezza del senso comune e politico nei confronti del fenomeno“Ma dove lo respingi se non ha più un posto dove andare? E come pretendi che non ci riprovi, insomma che non trasformi un respingimento in un rimbalzo? E poi “aiutarli a casa loro”. Bellissimo, se avessero ancora una casa loro. Tradotto in siriano, oggi significa scegliere tra potenziare l’accoglienza nei campi profughi in Giordania o potenziarla a Lampedusa. E scusali se preferiscono Lampedusa”. Mentre il quotidiano francese sottolinea il valore lavorativo assunto dai migranti nell’economia dello Stato europeo che li accoglie“Sans nouvelle immigration, la population européenne en âge de travailler se réduira de 12% d’ici à 2030. Le secteur de la santé devrait recruter 2 millions de personnes, qu’il ne trouvera pas. L’Allemagne manque d’ingénieurs, d’autres pays sont prêts à recruter massivement des techniciens spécialisés, des patrons peinent à trouver des cadres compétents, même là où le chômage est élevé. L’étranger – « l’allochtone », comme on le dit dans certaines parties de l’Europe – comme remède, et non comme coupable ou comme menace ?”.

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