Sergio Ragone
Pop corn
12 Giugno Giu 2014 1658 12 giugno 2014

Bentornato Mondiale, Dio se mi sei mancato!

Li ricorderemo sempre, qualsiasi cosa accadrà.

E' successo già, sappiamo che sarà lo stesso anche questa volta. Ancora una volta di notte, ancora una volta con il sudore della tensione, ancora una volta con una bottiglia gelata in mano. Acqua, birra, Coca Cola, vale lo stesso. Sarà così ogni notte in cui un fischio deciderà l'inizio e tre ne sanciranno la fine. Si vive, per novanta minuti e poco più, quello che altri vivono lungo tutto l'arco della propria vita. Non conosciamo il dolore, non sappiamo ancora il nome della gioia, non conosciamo ancora le ore, i muniti ed i secondi di questa piccola vita, intensissima, che ci separa dal nostro io più debole e più vivo.

E non parlo di me, io parlo di tutti noi, di noi che abbiamo gioito e pianto, di noi che abbiamo immaginato il futuro e consacrato il passato. Ogni volta non è mai come l'ultima vissuta, quella che ricordiamo a memoria e di cui conserviamo ancora quella maglietta o quell'immagine che non va più via. Il cielo è diventato azzurro, sopra Berlino, e della Spagna ricordiamo tutto anche se non l'abbiamo mai vista da vicino, perchè nati a poco e perchè non ancora giunti al mondo. Ci saranno "palle tagliate", tiri da fuori, pali e traverse che faranno palpitare il cuore. Tremeranno i polsi ad ogni distrazione, scorrerrà più rapidamente il sangue ad ogni rete rigonfia.

Saremo tutti in campo, a darla meglio o a metterla dentro con più forza, e saremo tutti a bordo campo a scegliere chi mettere tra gli 11 e chi tenere pronto, ché non si sa mai.

Saranno notti di parole infuocate e di grida incoraggianti, ma saranno ancora nostre queste notte perchè saremi tutti lì, incollati alla televisione, a vivere il sogno e la speranza.

Bentornato Mondiale, cazzo se mi sei mancato!

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