Ginevra Visconti
Argentina agrodolce
12 Giugno Giu 2014 2230 12 giugno 2014

Viva il Papa argentino che benedice la famiglia

“Viva il Papa! Viva il Papa!”. Ieri all’udienza in Piazza San Pietro l’entusiasmo non poteva che essere autentico e contagioso. E un bel “Viva il Papa” è scappato anche a me, dopo più di un anno, da quel 13 Marzo in cui nella Catedral di Buenos Aires intervistavo i suoi fedeli argentini emozionati e celebravo con loro la sua elezione. Ieri finalmente ho potuto fargli visita a Roma e non ho potuto non ripensare a quella calda e lunga notte di festa.  

La festa continua anche a Roma a suon di “Viva”. Viva Papa Francesco, vicino alle persone con i fatti e con le parole, che da grande teologo sa tradurre con semplicità anche i passi più complicati della Bibbia, e che come ieri, ha trasformato il timor di Dio in un abbraccio di un padre al figlio. Viva il Papa che con le sue omelie da Santa Marta sa infondere coraggio e speranza, segnando così una nuova vita della chiesa. Viva il Papa che non si dimentica di nessuno, che ringrazia tutti per essersi recati all’udienza del mercoledì. Viva il Papa che beve il mate che i suoi connazionali portano dall’Argentina in piazza San Pietro, viva la sua naturalezza e allegria del cuore, capaci di convincere anche i più restii. Viva la sua semplicità, che è da esempio al mondo intero, viva il suo sorriso, che fa capire quanto la Fede possa essere un’esperienza di felicità.

Spesso mi meravigliavo in Argentina nel vedere quanto le chiese fossero sempre stracolme, a tutte le ore, di bambini, di fedeli giovanissimi, famiglie e anziani, che insieme pregano e cantano, alla luce del giorno o a lume di candela, come durante le affascinanti e curate adorazioni notturne.

La chiesa argentina è giovane di spirito, semplice e fiduciosa verso l’istituzione della famiglia, proprio come Papa Francesco. Non è un caso che ieri, dopo l’udienza sorridesse e salutasse tutti con quel suo sguardo genuino e profondo e si soffermasse soprattutto con gli sposi. Con loro ha scambiato alcune parole, con loro che saranno genitori di futuri cristiani, a cui dovranno trasferire una fede rinnovata e gioiosa, che personalmente proprio in Argentina ho potuto sperimentare e che è fortemente basata sull’allegria della partecipazione familiare. Papa Francesco ieri ha rivolto un pensiero speciale ai giovani, agli ammalati e infine proprio agli sposi novelli, augurandogli di edificare la famiglia sulla fedeltà e il timore di Dio, che altro non è che “l’abbandono nella bontà del nostro Padre che ci vuole tanto bene”.

Papa Francesco ha continuato a sorridere sotto il sole cocente di un Giugno infuocato, portando sereno i suoi 77 anni da un punto all'altro del Vaticano per dare un momento di speranza a tutti, dagli operai della Fiat che gli hanno portato in regalo una Panda, alle congregazioni e associazioni italiane e straniere che colmavano la piazza. “Viva Papa Francisco” urlava un gruppo di argentini in prima fila. Moltissimi vengono ad abbracciarlo a Roma dopo aver avuto la fortuna di conoscerlo in Argentina, perché lui, al servizio della gente, sempre tra la gente stava, anche in patria.

Intanto oggi a Buenos Aires, la legislatura ha votato una legge che dichiara sito storico della città la casa situata nel quartiere di Flores, dove Papa Francesco visse la sua infanzia e adolescenza.


Descrizione: 
Papa Francesco

Foto di Francesco Ruspoli

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