Sergio Ragone
Pop corn
15 Giugno Giu 2014 1045 15 giugno 2014

Chi tifa Italia. Diario della prima notte italiana al mondiale.

Breve diario della prima partita dell'italia ai Mondiali 2014.

Sono le 9 di sera, di un non qualunque sabato di giugno, di una non qualuque attesa per la prima partita dei mondiali.
"Non passa mai", la frase più detta e più ripetuta tra un calice di bollicine (Franciacorta, obviously), ed una sigaretta fumante.
E nell'attesa, le ipotesi, le formazioni ideali, la musica per esorcizzare l'ansia, le note di Kid-A e dei Kinks.

"Ancora mezz'ora, poi ci colleghiamo. Ok?"
Intanto, si posizionano sedie e poltrone, sgabelli e cuscini, postazioni che diventeranno fondamentali per questa e per le prossime partite della nazionale.

Si parte! Tutti in piedi per l'inno di Mameli. Mano sul cuore, sguardo in alto, occhi che non nascondevano l'emozione mista a tensione nervosa. Si parte. Keep Calm e passala a Pirlo, sembra essere questo lo schema degli azzurri. le dobelezze della difesa sono così evidenti che è bene non perdere tempo nlla nostra 3/4 e far avanzare il reparto d'attacco. Sulle fasce un ottimo Darmian, che merita si una squadra di livello.

L'Inghilterra c'è, con le sue individualità spiccate, i suoi talenti giovanissimi ("ma, ve lo ricordate quel gol di Owen?", dico a chi mi sta più vicino), la sua storia e la qualità di una squadra che non h bisogno di essere raccontata molto. Noi, però, abbiamo una cosa in più. La mentalità, si dirà, eppure di vincenti in quell'11 di base ce ne sono davvero pochi. Ma quei pochi bastano a farne la spina dorsale, a tracciarne l'identità più vera.

E' così che nasce il primo gol, sull'invenzione di Pirlo ed un tiro di Marchisio. Uno dei suoi, uno di quelli che avrà provato mille volte in allenamento e che poche volte abbiamo visto (ahinoi!) in questo campionato.
Siamo avanti noi!

Ma ancora non basta, perchè l'incubo del pareggio è lì a due passi e si palesa subito.
Un errore della difesa, il nostro reparto più debole e più vulnerabile, con un Paletta in controcanto e fuori forma mondiale. Perchè per fare la differenza su quei campi conta la testa, conta essere concentrati, conta correre più veloci degli altri.

Ripartiamo, il gelo da noi si sta piano piano scogliendo, l'unico che sale è quello dentro i bicchieri. Sigarette e iphone in mano ormai non si distinguono più. "Crediamoci ancora, cazzo!" gridano due sedie dopo la mia, mentre dall'altra parte lui dolcemente spiega a lei qualche cosa della partita. Forse, la regola del fuorigioco.

Poi l'illuminazione, il passaggio che non ti aspetti in quella fase della partita. Candreva la mette bene, benissimo, Mario la butta dentro.
Gol! Gol! Gol! Gol! Goooool!

Abbracci che non vedevi da tempo ( il 2006 te lo ricodi?), cori da stadio e urla di gioia.
E' successo davvero, ti dici mentre guardi il replay. E' successo quello che speravi, che speravano tutti, che tutta Italia sperava.

Poi lui, il Maestro d'orchestra, che tocca il palo con una sua magistrale "maledetta", che gli avrebbe aperto le porte della consacrazione definitiva. Ma sai che ci riproverà nelle prossime partite, perchè Pirlo è talento puro e questi colpi li fa, li inventa, li mette a segno.

Sono le 3 del mattino, la partita è finita da un po'. Metti in moto, ingrani la prima, poi la seconda, poi la terza e via verso casa. In radio mandano la replica della conferenza stanpa di Prandelli, nella testa si rincorrono le ore, i muniti ed i secondi di questo sabato di giugno. Un sabato non qualunque, il sabato che ha riportato il calcio al centro del mondo ed il mondo a guardarci con occhi diversi.

"Buona la prima", ha detto il telecronista al triplice fischio, "finalmente!", abbiamo aggiunto tutti. 

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