Alessandro Oliva
Viva la Fifa
19 Giugno Giu 2014 0935 19 giugno 2014

In morte del tiki taka (e del passaporto di Diego Costa)

Quasi fin troppo facile da dire: la Spagna ha abdicato. Nel giorno in cui Juan Carlos cede la corona al figlio Felipe, a scendere da un altro trono, quello di campioni del momdo, sono le "Furie Rosse". Un risultato per molti versi inaspettato. Perché è vero che in tanti avevano decretato la morte del Tiki Taka - vista la caduta in Champions del Barcellona, ma anche del Bayern di Guardiola - ma era difficile prevedere una Spagna a 0 punti subito fuori. Sulla fine di un'epoca vincente, la copertina migliore è quella di Marca.

A punire i campioni del mondo in carica ci è messa una condizione fisica non invidiabile (molti sono arrivati logori dopo una stagione lunga), oltre a un tipo di gioco che non funziona alla perfezione se Iniesta predica nel deserto e Xavi finisce addirittura in panca. Dal punto di vista tecnico, ha influito anche la scarsa incisività del reparto d'attacco. Vicente Del Bosque non ha riunciato al gioco con una sola punta nemmeno quando c'erano da recuperare due gol contro il Cile; e un motivo ci sarà se in due gare la Spagna ha fatto un solo gol, su rigore.

A finire nell'occhio del ciclone - anzi, nell'occhio del web - è l'attaccante Diego Costa. Brasiliano di nascita, il prossimo centravanti del Chelsea dopo aver esordito con la maglia della Seleçao ha scelto quella della Roja. Scatenando le ire dei brasiliani, che lo hanno fischiato durante le uscite mondiali della Spagna. Sarà stato per la troppa pressione, o per l'infortunio subito sul finire della stagione, fatto sta che Diego Costa non ha vrillato affatto. E ora il web lo sfotte senza pietà.

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