Massimo Sorci
Attentialcane
21 Giugno Giu 2014 1703 21 giugno 2014

Gramellini, Balotelli e il “Paese Immobile”

Il “Buongiorno” di oggi di Massimo Gramellini si intitola “Un Paese Immobile”. Il pezzo è sulla rovinosa sconfitta degli azzurri contro il Costarica e l'«Immobile» del titolo sta per la punta del Torino, capocannoniere del campionato di serie A, lasciata a scaldare la panca mentre l'Italia sbatteva contro il muro dei centroamericani.

Se uno legge il pezzo però, quell'«immobile» lì è da intendersi anche come aggettivo. L'Italia – scrive Gramellini – sarà sempre una paese fermo se continuerà ad affidarsi a gente come Balotelli, tutto patina e “panna montata”, il “classico pacco dalla confezione luccicante” che “manda tweet banali”. E infatti SuperMario è tornato a giocare da noi mentre la punta granata – “un bravo ragazzo del Sud, serio e lavoratore, si diceva una volta” – lo hanno voluto in Germania. Un paese evidentemente meno immobile del nostro.

Sono stato un avido lettore dei “Buongiorno” di Massimo Gramellini. All'inizio erano un lampo di luce nel mare del conformismo dilagante, sapevano cogliere un aspetto della realtà che sfuggiva ai più, erano una sferzata di acume rinfrancante. Ora non più. Ora sono il trionfo del fabiofazismo. Sono paraculi, vigliacchetti, codini. Sì, perché è troppo facile prendersela con Balotelli. Ha il fisico e la postura giusti per fare il capro espiatorio, Mario. Sempre e per tutto. E assestargli l'ennesimo scappellotto è la cosa più semplice da fare, la meno rischiosa, la più vigliacca, appunto.

Io – che rivendico il sacrosanto diritto di essere commissario tecnico al pari di Gramellini – ieri di “immobili” ne ho visti altri. Innanzitutto un portiere che i media continuano a considerare intoccabile, ma che fatica sempre di più a darsi e darci sicurezza. Certo, per prendersela con il “Giginazionale” ci vuole coraggio. Meglio andare sul sicuro, non rischiare e sparare al bersaglio grosso.
Eccolo qua il vero paese immobile.

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