Alessandro Da Rold
Portineria Milano
23 Giugno Giu 2014 2250 23 giugno 2014

La provincia di Milano chiude, ma c'è tempo per l'ultimo rimpasto

Dopo 154 anni finisce la storia della provincia di Milano. Nasce la Città Metropolitana. Si scioglie il consiglio, ma la giunta provinciale resterà in carica fino al dicembre, solo per l'ordinaria amministrazione e senza stipendio. Tutto finito, in base alla legge Delrio che prevede che entro il 24 giugno le funzioni di indirizzo e controllo proprie dell'assemblea siano assunte dal presidente della Provincia. E il presidente Guido Podestà ha deciso di sostituire all'ultimo minuto tre assessori per dare «continuità al suo mandato» ormai al termine. Ha scelto tre fedelissimi, il capogruppo di Ncd Giuseppe Marzullo che avrà le deleghe al Lavoro, Marilena Ganci (Idroscalo e Comunicazione) già nello staff del presidente e Marzio Ferrario (Partecipate e Giovani), consigliere di Zona 9. Escono Luca Agnelli della Lega Nord, Giovanni De Nicola di Fratelli D'Italia e Paolo del Nero, pidiellino vicino a Comunione e Liberazione.

Nel frattempo abbandona il consiglio il veterano Roberto Caputo che è stato per 15 anni a palazzo Isimbardi. «Mi sento un esodato - spiega -. Mi dispiace che questa storia così antica si concluda così, forse si doveva arrivare a fare scelte politiche diverse per dare ai cittadini un ente davvero nuovo».  Entro il 30 settembre dovrà insediarsi il Consiglio metropolitano composto da 24 membri scelti tra i sindaci e i consiglieri dei 134 Comuni con voto ponderato. Mentre entro la fine dell'anno si dovrà approvare lo Statuto della Città Metropolitana. Dal primo gennaio toccherà al sindaco Giuliano Pisapia guidare la nuova istituzione. E ci sarà da discutere con i partiti, soprattutto con chi vuole una nuova legge elettorale per eleggere il prossimo primo cittadino nel 2016.


Provincia di Milano
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