Federico Ammazzalorso
La Fantascienza è adesso
26 Giugno Giu 2014 1739 26 giugno 2014

Vittime della crociata moralista di Cesare

Mario Balotelli, come già ampiamente esplicato da tutti i quotidiani, ha deciso di rispondere alle critiche giocandosi la carta del razzismo. Mario ha detto no, questa volta non sarò il vostro capro espiatorio, io ho dato il massimo e non ho nulla da rimproverarmi. Così facendo si è auto dichiarato un giocatore incapace di incidere contro due modeste nazionali come Costarica e Uruguay, ma questo poco importa.
Partiamo dalle critiche rivolte a Balotelli, gli viene criticato di giocare sempre svogliato, di non rincorrere mai la palla, di non sapere cosa sia l'agonismo, il tutto può essere semplicemente riassunto in un “non si sacrifica per la squadra”. Poi c'è anche il fatto che si definisce prima punta ma gioca sempre lontano dall'area e che subisce in maniera esagerata ogni piccola provocazione. 
Mario è stato venduto dall'Inter proprio perché intrattabile, poi è andato al City, dove dopo una breve luna di miele è finito a menarsi con Mancini, l'unico che l'aveva sempre difeso e con cui Mario aveva fatto bene. Dopo la parentesi inglese è tornato in Italia al Milan, anche qui dopo una metà di campionato al top è scomparso. In questo ultimo campionato Balotelli ha segnato poco e spesso da fermo.
Quindi che Balotelli sia una promessa mai mantenuta è evidente e palese, in questi Mondiali dopo un gol con l'Inghilterra è tornato ad essere il solito: svogliato, nervoso e inconcludente. E' per questi motivi che è stato fortemente criticato, non per il colore della pelle.
Eppure quando Balotelli ha scritto quel tweet giornalisti e politici si sono scatenati, non volevano farsi sfuggire l'ennesima occasione di andare contro questa Italia così razzista che attacca così ferocemente un proprio giocatore. Tra questi Nichi Vendola che ha twittato “Sono orgoglioso di essere connazionale di Balotelli. #razzismo”. Poi si è aggiunta la giornalista Concita De Gregorio che con un audio su Repubblica.it ha sentenziato “Non mi pare che Balotelli dica niente di sbagliato. Trovo scandaloso questo accanimento. Ha il carattere che ha, ciascuno ha il suo, ma l'accanimento generale fa impressione” Forse Concita in questi anni non ha mai seguito il calcio e non si è resa conto di quando Cassano faceva le sue “cassanate”, o di quando tutto il mondo sperava che Ibrahimovic fallisse nella Champions League per dire ancora che non è vero fuoriclasse, forse neanche si rende conto della pressione che sta subendo il 22enne Neymar nel Mondiale a casa sua. 
Lucia Annunziata invece su questa vicenda ha scritto un intero articolo nel quale dice che c'è un attacco esagerato, ma che comunque sia non giustifica i suoi comportamenti, però non potrà mai scordarsi di quando Mario andò ad abbracciare la madre, dopo la doppietta rifilata alla Germania agli Europei del 2012. Quindi? Cosa vuoi dirci Lucia? Che dobbiamo attaccarlo ma un po' di meno? Insomma quantomeno ci è concesso dire che Balotelli ha deluso le aspettative? Se si grazie Lucia.
Il problema è che tutti hanno subito pensato “sicuramente Buffon si riferiva a Balotelli”, eppure il portiere, che sicuramente avrebbe dovuto lavare i panni sporchi in casa, si riferiva alle nuove leve. Dico magari pensava anche a Insigne, uno che non ha lasciato il segno nel nostro mediocre campionato figurarsi ad un Mondiale, forse si riferiva anche a Cerci, il quale per chi non se lo ricordasse è stato scaricato sia dalla Fiorentina che dalla Roma per il suo carattere, così come Mario. Su questi altre due giocatori sono filtrate notizie arrivate poi alla stampa, non sono solo mie personali supposizioni. Ma tutto il mondo dice “sicuro ce l'aveva solo con Mario”.
Il problema è che tutti noi siamo vittime della crociata moralista di Prandelli, che nei suoi 4 anni si è elevato su di un piedistallo a dire la sua. La stampa sportiva lo ha adorato, sulle pagelle della Gazzetta gli hanno dato, oltre a un ovvio brutto voto, un 8 perché da grande uomo si è dimesso, peccato che il giorno dopo la stessa Gazzetta abbia pubblicato un articolo a tutta pagina in cui viene svelato che in realtà Prandelli non aveva nessuna intenzione di dimettersi, ma dato che lo spogliatoio gli si è rivoltato contro si è reso conto che forse era meglio andarsene. Sempre il quotidiano rosa ha glorificato i mille moduli di Cesare, dicevano che così gli avversari non avevano punti di riferimento, dopo il tonfo della Nazionale lo stesso giornale ha detto che tra gli errori del ct c'è stato quello di non dare mai una vera identità di gioco alla squadra, cambiando sempre troppi moduli.
In questi anni Prandelli non si è mai distaccato, neanche per un attimo, dalla sua narrazione moralista, ogni volta che si discuteva di diritti civili Cesare era pronto a dire la sua. E' stato questo il suo più grande errore, voler essere qualcosa di più di un semplice commissario tecnico. Ha preso come simbolo Balotelli, di una nuova Italia aperta all'integrazione. Io trovo questo ragionamento francamente assurdo, perché dobbiamo essere così ipocriti? Siamo un paese pronto ad essere multi-etnico? Assolutamente no, allora perché mettere in mezzo questo ragazzone italiano con il fisico di un africano? 
Mario ha mai rilasciato qualche dichiarazione a favore degli immigrati? E' mai andato a Lampedusa per accogliere i suoi fratelli? No e no, e neanche è tenuto a farlo. Ha vissuto sicuramente una difficile infanzia, ma adesso sta bene, di certo non vive nella miseria. Ha giocato male e ha deluso, se poi si aggiunge la fuga in autobus e cose del genere di certo non si attira la simpatia e la comprensione delle persone.
Prandelli in una coerenza estrema fino all'ultimo l'ha difeso, l'ha portato e schierato titolare al mondiale nonostante un pessimo campionato. Sulla Gazzetta oggi hanno scritto che forse troppo spesso si è evitato di criticarlo per paura di essere razzisti. Tutto ciò è a dir poco surreale, noi italiani siamo ridicoli anche nell'essere contro il razzismo. Si potrebbe dire che pratichiamo razzismo all'inverso, se è di colore non puoi dirgli niente
In questa sua battaglia morale Prandelli ci stava benissimo, certe volte quasi ci si scordava di cosa aveva fatto la Nazionale, perché Cesare aveva detto cose dell'altro mondo tipo che non bisogna discriminare gli omosessuali. Poi si scopre che ha votato per Berlusconi, Rutelli e chi più ne ha ne metta, perché Cesare dovete sapere che vota l'uomo. In pratica vota come qualsiasi italiano medio che si lascia abbindolare dalle chiacchiere vuote e che non fa mai caso ai programmi elettorali. In un paese in cui le maggiori forze politiche sono altamente personalizzate, in cui c'è un leader forte e tutti dietro, il rivoluzionario Prandelli invece di dire che sarebbe più giusto vedere quale sistema di valori e programma sta dietro una forza politica, ci dice ma chi se ne frega di tutto, se il tipo vi ispira fiducia votatelo e via così.
Io vi chiedo solo una cosa dopo quattro anni di battaglie etiche e morali, che tra l'altro non hanno portato niente, potremmo tornare a parlare semplicemente di calcio? Potremmo avere un commissario tecnico che ci parli solo di calcio? Possiamo criticare in santa pace i nostri giocatori? 
Se poi criticare Balotelli è essere razzisti allora Mourinho lo è, difatti due tra i suoi giocatori che ha più amato sono Drogba e Eto'o, i quali sono notoriamente dei bianchi borghesi.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook