Giacomo Properzj
Largo ai vecchi
2 Luglio Lug 2014 0901 02 luglio 2014

Mogherini, chi era costei?

Franco Continolo, mio antico compagno di Università, manda a chi lo richiede una sua rassegna di articoli pubblicati su giornali internazionali, talvolta anche italiani, e da lui brevemente commentati. La rassegna è molto interessante perché aggiornatissima e gli articoli sono in genere significativi e tratti da importanti quotidiani internazionali. Tutto ciò è abbastanza raro nel nostro paese dove si vive, in materia di politica estera, una vita molto provinciale e, secondo Continolo, fortemente condizionata dagli Stati Uniti di cui saremmo in pratica una modesta appendice. Questa idea di Continolo, che si sforza di dimostrare e talvolta ci riesce con articoli e testimonianze internazionali, ha il gusto e una gradevolezza di tipo “retrò” e ci riporta direttamente negli Anni '50. Con questo non voglio dire, anche se mi considero americano con la kappa, che sia sempre e completamente sbagliato: gli Stati Uniti dopo la caduta dell'unione sovietica hanno dilagato senza avere la capacità e, fors'anche, le qualità per gestire il Mondo che consideravano “romanamente” un loro grande impero. “Parcere subiectis et debellare superbos” non è sempre facile soprattutto nel mondo islamico agitato da problematiche pre-moderne pressoché incomprensibili ai nostri tempi.

L'ultima corrispondenza di Continolo riguarda la situazione in Ucraina dove secondo lui (ma non secondo l'articolo del Wall Street Journal da lui citato) Putin proporrebbe una soluzione di pace contrastata dagli Stati Uniti che alimentano il revanscismo ucraino. Per la verità non vi è chi non vede che Putin ripercorra la strada di un'antica politica slavista che era già degli Zar prima dell'altra guerra e che tende, sul versante occidentale della Russia, a coagulare etnicamente tutte le posizioni slavofile utilizzando anche la stessa chiesa ortodossa secondo uno schema etnopatriottico ripreso poi anche da Stalin subito prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. Per ora la superiorità socio economica dei Paesi occidentali ancorchè in crisi, ha trattenuto gli Slavi del Sud, come venivano chiamati serbi e croati, a corrispondere entusiasticamente a questo disegno. Non dimentichiamo che la corresponsione al disegno slavofilo ha provocato la Prima Guerra Mondiale e la distruzione dell'impero asburgico che potrebbe, con le dovute differenze, somigliare un poco all'Europa di oggi.

Dunque il confine dell'Europa attraversa l'Ucraina ed è esattamente il confine dell'imperial regio governo che si estendeva appunto dalla Galizia a Leopoli (l'attuale L'viv) e nelle zone circostanti che oggi sono la parte più resistente rispetto alle zone dell'Ucraina abitate prevalentemente da popolazioni di origine russa. C'è da sperare, e qui concordo con Continolo, che gli Stati Uniti, che difficilmente percepiscono i termini della complicata storia dell'Europa orientale, non ci mettano troppo le mani anche se è necessario frenare l'attivismo patriottico di Putin. Qui la signora Merkel non apre bocca in funzione delle sue consistenti esportazioni in Russia e l'Italia esibisce un personaggio come la signora Mogherini che stenta a capire dov'è e cosa sta facendo. I francesi hanno i loro problemi molto simili a quelli italiani sembrerebbe dopo le notizie dell'arresto di Sarkozy e l'unione politica europea, soprattutto in campo della politica internazionale, non esiste.

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