Alessandro Sannini
La nota
8 Luglio Lug 2014 1745 08 luglio 2014

JESOLO: Notte di musica e razzismo.

Il mondo della notte è un'industry esattamente come la mia finanza.Io sono cliente di tutti i locali in tutte le parti del mondo da una vita.La notte mi piace e mi è sempre piaciuta, mi piace la musica e mi piacciono i locali. Divertirsi con moderazione senza fare male e farsi male.A parte delle figure importanti che quando eravamo giovani ci tenevano sott'occhio come Gianfranco Ambrosin che beh era il papà del Matilda... Raccontiamo una storia....C'è un ragazzo...che è da 17 anni in Italia, che lavora, che è con degli amici a Jesolo , tenta di entrare in un locale, in una nota discoteca di Jesolo che ha un nome di un buon profumo..... è vestito con camicia bianca, pantaloni chiari....non è molesto....ha solo un problema...non ha in tasca per questioni di dimensioni la carta d'identità italiana ed ingenuamente estrae un permesso di soggiorno  che è a norme ISO cioè carta di credito, quindi sta in un portafogli.  Gli viene detto, che lui non può entrare....Perchè? E' una colpa secondo qualcuno essere Albanese. Subito davanti a lei l'amica era entrata e sarebbe entrato anche un italiano dietro di lui proprio dello stesso gruppo.  A parte un dei ben determinati precedenti , che possiamo trovare in Internet ad esempio quello di uno studente al quinto anno di Ingegneria Elettronica dell'Università di Padova nel 2010 . Si vede che in quel di Jesolo non piacciono proprio gli Albanesi. Gli amici a cui faccio riferimento sono tutti amici fraterni e si trovano nel bel mezzo di un sopruso.Chiamano la Polizia. A questo punto vorrei chiarire alcune cosine a queste persone, prima di parlare di fare alcuni commenti morali.In primo luogo i signori buttafuori, per la legge sono "addetti alla facilitazione degli accessi", quindi sono alla stregua di hostess , steward o assistenti.


1) Il divieto di accesso in un locale pubblico viola l’articolo n. 187 del T.U.L.P.S. (Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza) e non può essere determinato da personale civile: “Salvo quanto dispongono gli artt. 689 e 691 del codice penale, gli esercenti non possono senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo“
2) L’applicazione di eventuali transenne davanti ai locali viola le norme di pubblica sicurezza e laddove non autorizzato presume l’occupazione abusiva del suolo pubblico (sanzionabile a livello amministrativo);
3) L’eventuale violazione della barriera da parte di un cliente del locale ed il conseguente fermo con violenza da parte degli “addetti alla porta” violerebbe la libertà di movimento dell’individuo e potrebbe quindi configurare il reato di sequestro di persona o violenza privata ( art. 610 c.p . );
4) La salvaguardia dell’integrità delle strutture, degli arredi e delle attrezzature dei locali, dei beni della clientela: questa è una vera e propria attività di vigilanza privata su beni mobili ed immobili per conto terzi che necessita, per il suo espletamento, della licenza prevista dall’ articolo 134 T.U.L.P.S. con la conseguenza che gli incaricati di tale servizio dovranno essere in possesso della qualifica di guardia particolare giurata ; In mancanza procedere con l’elezione di domicilio per il reato di cui all’ art. 17 Tulps (il buttafuori vero e proprio dev’essere guardia giurata, in caso contrario come si nota si incorre nel reato di cui all’ art 17 del TULPS ; non può comunque, come già detto, proibire l’accesso al locale [chiaramente in caso di locale pubblico l'accesso è libero a chiunque] ne intervenire per la salvaguardia dell’incolumità delle persone fisiche e la tutela dell’ordine pubblico, ruolo riservato dalla legge alle sole forze di polizia)
5) La salvaguardia dell’incolumità delle persone fisiche e la tutela dell’ordine pubblico è un’attività propria esclusivamente delle forze dell’ordine, con la conseguenza che la prestazione di tale servizio “realizza di per sé un intrusione nella sfera di attribuzioni della pubblica autorità e l’assunzione o lo svolgimento da parte di privati delle funzioni riconducibili a queste autorità, configurano gli estremi del reato di cui all’ art 347 C.P. [...] Usurpazioni di pubbliche funzioni”. In mancanza procedere con l’elezione di domicilio per il reato di cui all’ art. 347 C.P. ;

Dopo queste digressioni di stampo giuridico, visto che essendo di base un giurista , anche se non esercito ci tengo ad entrare altro tipo di valutazioni di tipo umano e squisitamente di diritto fine. Su un giornale locale qualcuno parlava che in serata c'erano diversi extracomunitari di varie etnie in giro (...e con ciò?!?), c'è stato anche un qualcosa di calunnioso e anche qualche bugia. Vorrei ricordare che Il bene giuridico della dignità dell'uomo viene piuttosto a specificarsi come "diritto di ciascuno alla differenza", vale a dire "ad essere come si è, per natura ed appartenenza ad una determinata razza, etnia, nazione o religione": diritto personale, che merita piena tutela nell'interesse stesso della collettività, in cui le diverse persone vivono, perché - come ben sottolinea la sentenza - "se si cancellasse la variabilità culturale dell'umanità si negherebbe tutto ciò che di specifico esiste nell'esistenza umana" .Riprendendo un pensiero di Hannah Arendt  si deve qui sottolineare che tale "antirazzismo è una conquista", acquisita dopo le tragiche esperienze storiche dell'umanità, che resta perciò ancora, per molti versi, un traguardo da raggiungere. E per garantire la stabilità di tale conquista, occorre non solo dar rilievo primario al bene della persona, di cui è indiscutibile la "meritevolezza", bensì riconoscere anche la "necessità" della tutela penale, in conformità con l'esigenza di sussidiarietà (od extrema ratio) dell'intervento della massima sanzione punitiva, di fronte all'insufficienza di altre meno incisive tecniche di tutela, dimostratesi inefficaci a garantire realmente la protezione della "dignità dell'uomo" dagli effetti inaccettabili di ideologie ed esternazioni, che le recano concretamente offesa.


Ho voluto fare questo tipo di ragionamento, perchè putroppo, ci sono una serie di ignoranti pregiudizi, quasi di stampo lombrosiano( guardo in faccia qualcuno e capisco se è per bene....criminologicamente un pochino superato)  che non collimano con la voglia di divertirsi , di musica che accompagna la notte , per come me la ricordo , e mi piace ancora. Secondo voi un locale di New York , o di Londra non accetta un ragazzo di colore , con la sua camicia bianca , solo per il colore di sua pelle. A Jesolo, nel 2014 , non è stato accolto un ragazzo con i suoi amici , vestito bene e con persone per bene solo perchè ingenuamente ha estratto un permesso di soggiorno, se invece del permesso di soggiorno avesse estratto un'American Express probabilmente sarebbe stato più apprezzato. Impariamo ad essere davvero internazionali, l'incontro con culture diverse non è mai uno scontro, è sempre un incontro. Del resto siamo in provincia di Venezia. La Serenissima Repubblica aveva un'ambasciata in Siria con il Leone di S.Marco. Ci sono alcuni quadri del Canaletto  dove potete vedere un signore con il turbante, mercante, che si aggira in piazza San Marco. Queste cose le potete leggere nel libro di Francesco Leon.  Impariamo che la notte serve ad unire, come il ballare ,i DJ e la notte serve per sognare. Per il resto, tutto questo meriterebbe un pò di scuse, da parte della direzione del locale , con l'avvertenza che non entreremo mai più in quel posto. E qualche volta è giusto incazzarsi per questioni di principio, di libertà e di buona educazione e anche di diritto. Come da giurista mi viene da dire che una diffida, una denuncia , una querela non fa male a nessuno in tutte le situazioni della propria vita ( non me ne voglia chi ama la salvaguardia dei rapporti...il conflitto che non deve esistere e tante supercazzole ) . Da essere umano in questo caso a queste persone, in una profonda indignazione, mi viene solamente un compatimento nella loro povertà e nella loro ignoranza propria dei sub agrestis.    

Buona stagione "internazionale" al mare....allora!

Tutta la questione in mano ad uno Studio Legale di Treviso. Non si deve mollare!

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