Vincenzo Maddaloni
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14 Luglio Lug 2014 1244 14 luglio 2014

Gaza. Si ripete l'operazione di dominio coloniale ma nessuno vuole accorgersene

Nelle ultime ore migliaia di palestinesi stanno lasciando i territori del nord di Gaza dopo gli avvertimenti ricevuti dall’esercito israeliano – tramite volantini lasciati cadere dagli aerei –  fin dalle prime ore di domenica 13.

Dall’8 luglio, inizio dell’operazione militare “Protective Edge”,” Margine di Protezione” Israele ha bombardato 950 volte la Striscia, distruggendo deliberatamente oltre 120 case, (violando l’articolo 52 del Protocollo aggiuntivo I del ‘77 della convenzione di Ginevra), uccidendo 205 persone (inclusi 30 minori 16 donne,15 anziani e 1 giornalista) ferendo oltre 1500 persone, delle quali una settantina in condizioni molto gravi. Oltre 900 persone sono rimaste senza casa, 7 moschee, 25 edifici pubblici, 25 cooperative agricole, 7 centri educativi sono stati distrutti e un ospedale, 3 ambulanze, 10 scuole e 6 centri sportivi danneggiati.

L’arido elenco di numeri che muta di ora in ora, dà l’idea del terrore  nel quale vivono centinaia di migliaia di palestinesi dopo che il quotidiano, Israel Hayom (“Israele oggi”), è uscito con titoli strillati: “Vai fino in fondo”. L’invito è rivolto al Primo Ministro Benjamin Netanyahu che ha subito reagito annunciando una possibile invasione della striscia di Gaza, per la quale ha assicurato  il comandante dell’esercito israeliano, generale Benny Gantz, i suoi uomini sono pronti, se necessario.

Le immagini parlano da sole, si dice; ma in questo scenario non sono affatto sufficienti poiché i grandi mezzi di comunicazione di massa continuano deliberatamente a ignorare la ragione vera del conflitto, e cioè il rifiuto “storico” dello Stato di Israele non  solo di convivere pacificamente con il popolo palestinese, ma persino di gestire la propria egemonia in modi non repressivi, coloniali e sostanzialmente razzisti.

Così operando Israele ha dato e continua a dare al mondo – non soltanto a quello occidentale – l’impressione che l’elemento indigeno sia costituito dagli ebrei e che stranieri siano i palestinesi. In questa anomalia sta il nucleo della tragedia con la qualea il popolo palestinese convive, la ragione principale delle sue molte sconfitte: il sionismo è stato molto più di una normale forma di conquista e di dominio coloniale dall’esterno. Esso ha goduto di un consenso e di un sostegno generale da parte dei governi e della opinione pubblica europea come non è accaduto per nessun’altra impresa coloniale.

E’ da cinquant’anni che l’esercito israeliano semina il terrore in tutta la Cisgiordania con retate e arresti di massa allo scopo dichiarato di “schiacciare la resistenza palestinese”. E’ da mezzo secolo che i soldati sfondano le porte e invadono le case per perquisire, smantellare, distruggere, umiliare. Con tutto il seguito di devastazioni e di morte di innocenti, compresi anziani, donne e bambini. Come accade durante l’operazione in corso, come è accaduto durante tutte quelle che l’hanno preceduta. vincenzomaddaloni.it

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