Raja Elfani
Gloβ
16 Luglio Lug 2014 1947 16 luglio 2014

Praemium Imperiale: dal Giappone un Nobel dell'arte occidentale

Oggi lontano dai riflettori sono stati annunciati gli artisti vincitori del 26° Praemium Imperiale indetto dal Giappone: un annuncio simultaneo in varie capitali del mondo, anche nei paesi dei vincitori. Ma la cerimonia avrà luogo, molto più in là nel tempo e nello spazio, a Tokyo ad Ottobre.

In Italia l’annuncio è stato fatto dal Hotel Excelsior di Roma a mo’ di conferenza stampa, mentre a Parigi lo stesso evento è stato organizzato più solennemente, in presenza della famiglia reale giapponese, al museo etnografico Quai Branly anche per via del premio speciale ad un museo sostenibile francafricano.

Proseguiamo con il divertente parallelo Francia-Italia: a presentare l’evento due politici – di destra, ma solo per questioni di lobby – Lamberto Dini per l’Italia e Jean-Pierre Raffarin per la Francia.

Altro parallelismo nella scelta degli artisti premiati, nelle categorie Pittura e Scultura: Penone e Raysse, come a sottolineare il riconoscimento della Pop Art europea. Anche se Giuseppe Penone è successivo al francese Martial Raysse, la cosa vuole essere segnale di pluralismo da parte americana, troppo a lungo dominante con la Pop Art made in USA sul mercato mondiale dell'arte.

Ma se il Nouveau Réalisme dal quale proviene Raysse corrisponde effettivamente alla Pop Art francese, l’Arte Povera dalla quale proviene Penone non è l’unico movimento a contendersi il primato della Pop Art italiana. Ma sorvoliamo.

Per Exibart, la giornalista Pia Lauro ha posto una domanda coraggiosa: è un caso se Penone è il terzo esponente dell’Arte Povera (oltre a Merz e Pistoletto) ad essere premiato al Praemium Imperiale?

Inoltre, alla presentazione romana all’Excelsior c’era anche il critico Germano Celant tuttora interpellato dal mondo dell’arte per il maxicompenso e la programmazione di Expo 2015 sulla quale dal punto di vista artistico-culturale vige una totale riserva.

A Le Figaro, Raysse ha avuto il buon gusto di rilasciare dichiarazioni scettiche sulle motivazioni della sua premiazione, mentre Penone ha rischiato una spiegazione geografica poco convincente.

Chiuso il parallelo Francia-Italia.

Resta però un’ultima perplessità a proposito del paese che ha concepito il premio, e cioè il Giappone: è un caso che il paese asiatico più idoneo all’assegnazione globale dei “Nobel dell’arte” non sia, chessò, la Cina?

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