Nuovo Mondo
17 Luglio Lug 2014 1011 17 luglio 2014

Good Night and Good Luck Ministro

Potrebbe essere una benedizione per Matteo Renzi, che spera di rilanciarsi dopo le prime sberle ottenute in Europa ed anche per la ministra Boschi, forse un po’ in sofferenza verso una collega donna con cui in molti casi ha rivaleggiato in immagine, carisma e competenze, mentre per Lei la consacrazione potrebbe anche trasformarsi in frustrazione.

A dire il vero Federica Mogherini è stata lanciata allo sbaraglio verso una candidatura come alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri difficile e con l’ostruzione annunciata di undici paesi e la forte concorrenza con un possibile candidato polacco (Donald Tusk) o svedese (Karl Bildt), giusto per confermare che la carica di “ministro degli Esteri europeo”, conta veramente poco sia a livello continentale che internazionale.

Però l’attuale titolare della Farnesina potrebbe avere una grande occasione per lasciarsi alla spalle una poltrona scomoda ed un incarico impegnativo per un ruolo sicuramente più facile, vedendo quello che hanno fatto, anzi non hanno fatto i predecessori, Solana e Ashton in periodi peraltro difficili, sebbene la Mogherini abbia un presenzialismo ed attivismo che ben poco si addice all’inerzia richiesta ad un referente di politica estera comunitario, a maggior ragione italiano.

Sa solo Mogherini cosa sono stati questi giorni al Ministero degli Esteri: accusata di essere stata troppo morbida e poco risolutiva nella questione dei Marò in India, così come nella crisi ucraina dove l’Italia è stata ovviamente molto accondiscendente con le prepotenze russe, senza dimenticare il caso dei bimbi congolesi tornati in Italia, dove Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme è stata inviata e responsabile di un procedimento del tutto internazionale e fuori competenza soppiantando la collega

Fischiano ancora le orecchie alla Mogherini per lo sfogo di Girone dall’India, ora che con Narendra Modi al governo indiano tutto diventa più difficile o i bocconi amari per la questione immigrazione mai risolta con gli altri paesi europei, l’inattività sul fronte Shalabayeva e su quello Battisti (in piena campagna elettorale brasiliana e con Pizzolato, il banchiere del Mensalao brasiliano nelle carceri italiane)

Tutte le cose elencate sopra non sono di certo (o solo) demeriti del Ministro, ma soprattutto del facciotuttismo del premier, e del marasma e della declassamento del settore Esteri in Italia che è poi la misura del peso internazionale che l’Italia ricopre nel mondo, la vera causa del complesso di inferiorità e di inadeguatezza verso molti, anche in questa occasione, dove il vero ostacolo alla nomina della Mogherini tanto per cambiare viene dalla Germania.  

Non sappiamo ancora come andrà a finire questa ennesima triste storia europea di storiche liste di  proscrizione di candidati italiani all’occorrenza da scartare anche per un incarico perlopiù formale basato su colloqui, moniti, informative al Parlamento ed alla Commissione, viaggi e vertici con i titolari di governo e cancellerie, veri depositari del potere in materia di affari esteri, ma questa sono gli Stati Uniti d’Europa, dove perfino McCarthy e Murrow si sarebbero trovati male.

“La colpa, caro Bruto, non è nelle nostre stelle, ma in noi stessi. Buonanotte, e buona fortuna” (cit. Edward R. Murrow) 

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