Fabio Brinchi Giusti
Parlare con i limoni
26 Luglio Lug 2014 1123 26 luglio 2014

Con la scusa di Gaza, ritorna l’antisemitismo

Anche se ormai va di moda commentare gli articoli leggendo solo il titolo, è bene fare una premessa: criticare Israele, la sua politica o il suo governo non è antisemitismo. Stare dalla parte dei palestinesi neanche. Perfino fare il tifo per Hamas (in tanti stanno seguendo la guerra di Gaza come se fosse il derby fra Roma e Lazio) non lo è.


antisemitismo

Ma nella pancia profonda di molti la guerra è diventata il pretesto per poter esternare finalmente il proprio antisemitismo. Ha fatto riemergere quell’antico odio millenario verso gli ebrei. Olocausti e Shoah non sono bastati a cancellare la “vergogna del mondo” dalla testa di tanti, soprattutto in quella stessa Europa che ogni 27 gennaio giura “mai più” davanti ai cancelli di Auschwitz.

Israele è lo Stato ebraico, lo Stato degli ebrei per definizione, e quindi è malvagio per definizione, è cattivo, è un mostro. A Gaza c’è un nemico facile da identificare e, anche per questo, questa guerra ha ottenuto da subito le prime pagine dei giornali e l’attenzione dei media anche in un tempo in cui i conflitti in genere non suscitano più l’emozione del pubblico. Pensiamo all’indifferenza collettiva verso il massacro siriano, il genocidio dei cristiani in Iraq o le guerre africane.

A questo pensiero contribuisce una diffusa visione del conflitto israelo-palestinese che, volente  o nolente, deve dividere i due schieramenti in buoni e cattivi, dare tutta la ragione da una parte e tutto il torto dall’altra, come se in una guerra fosse possibile fare un ragionamento del genere e non pensare che se scoppia un conflitto armato le responsabilità sono quasi sempre di tutti: di Netyanahu che conosce solo la strada delle bombe, di Hamas che usa il suo popolo come scudi umani (vedi video donna palestinese) e che provoca costantemente il potente vicino con i lanci di razzi, i tunnel e gli attentati. Le responsabilità in questa guerra come nelle guerre precedenti fra ebrei che si allargano e arabi che spesso hanno cercato, perdendolo, lo scontro armato.

In questa divisione infantile fra buoni e cattivi, la parte del cattivo è toccata a Israele e dunque anche quella del torto. Israele e tutti gli israeliani (anche se magari si oppongono a questo governo e a questa guerra) sono diventati dei mostri. I bambini muoiono in tutte le guerre ma fa cool condividere solo le foto dei bambini che muoiono a Gaza. Se muoiono altrove, non importa a nessuno. Forse perché dei bambini morti altrove, non c’è un cattivo da additare alla folla?

Questo genere di retorica inevitabilmente lascia le sue conseguenze. Israele è lo Stato degli ebrei e per qualcuno diventa facile l’analogia e le colpe di Israele finiscono per ricadere sugli ebrei, sugli ebrei di tutto il mondo. E così la causa palestinese diventa il pretesto per attaccare sinagoghe (Parigi), per cortei in cui si grida: “Bruciamo tutti i giudei” (Amsterdam), per aggredire giocatori durante una partita di calcio (Austria), per rifiutarsi di vendere nei negozi ai clienti ebrei (Anversa). Tutti episodi dal vago sapore nazista avvenuti in questi giorni, tutti giustificati in nome del popolo palestinese. Molti commenti fra social e altro, si lasciano andare a insulti e offese verso gli ebrei, qualcuno arriva (sempre nel nome della pace) a rivalutare Hitler e i nazisti.

Gli ebrei sono i cattivi da duemila anni. Fanno da capro espiatorio da sempre. La loro storia è una costante valle di lacrime; espulsi o perseguitati hanno saputo sempre trovare il modo di andare avanti. Nelle teorie complottiste è ancora diffusa l’idea dell’esistenza della lobby ebraica che controlla il mondo e qualcuno ritiene ancora credibili i Protocolli dei Savi di Sion, la bufala che fornì da pretesto al nazismo. Chi ha a cuore l’ideale della pace e del rispetto per ogni minoranza, dovrebbe lottare perché la legittima battaglia per la nascita di uno Stato palestinese non faccia da pretesto e da bandiera ai nazisti e agli antisemiti del Duemila.  (Twitter: @fabio_990)

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