Massimo Sorci
Attentialcane
26 Luglio Lug 2014 1421 26 luglio 2014

Israele e antisemitismo: parità di trattamento logico

L’editoriale di Pigi Battista ieri sul Corriere della sera (“L’antico veleno del pregiudizio”) mi trova totalmente d’accordo. Prendendo le mosse dalla presa di posizione dell’Anti-Defamation League contro Péter Szentmihàlyi Szabò, accusato di aver bollato gli ebrei come “agenti di Satana” e quindi non accettabile come futuro ambasciatore ungherese in Italia, Battista mette in guardia dal “degenerare della critica anti israeliana nella resa agli stereotipi antisemiti mascherati da antisionismo”. Cioè – continua Battista – gli antisemiti starebbero prendendo come alibi la tragedia di Gaza per il loro rigurgito giudeofobico. Dovrebbero essere proprio i sostenitori della causa palestinese, invece, “a tracciare una linea di demarcazione invalicabile” tra – appunto – l’antisemitismo e “ogni critica, anche la più feroce, alla politica dello Stato di Israele”, che non solo “è legittima (…) ma è libera contestazione di un governo, di una condotta bellica”.
Allora io scindo e lo dico chiaro: la condotta bellica dello Stato di Israele è quantomeno opinabile. Però adesso non mi date dell’antisemita ok?

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