Vincenzo Maddaloni
Step by Step
1 Agosto Ago 2014 1055 01 agosto 2014

Israele sta massacrando centinaia di civili. Basta!

Ci si è messo anche Abraham "Boolie" Yehoshua, personaggio di spicco della letteratura israeliana, a travisare i fatti sostenendo che l'esercito israeliano, «non ha avuto altro modo che estendere le operazioni, una volta che i tentativi di mediazione sono tutti falliti», senza però soffermarsi sui bambini palestinesi che quell'esercito massacra ogni giorno. «Soffriamo noi per i missili, soffrono loro, la situazione è intollerabile. Ma se i palestinesi avessero accettato il cessate il fuoco non saremmo arrivati a quanto punto. Portano la responsabilità di aver detto di no», precisa lo scrittore in un'intervista a Repubblica. Egli non si sofferma però a commentare la ragione vera del conflitto, e cioè il rifiuto “storico” dello Stato di Israele non solo di convivere pacificamente con il popolo palestinese, ma persino di gestire la propria egemonia in modi non repressivi, coloniali e sostanzialmente razzisti.

Non a caso, la prima grande battaglia che i palestinesi sono stati costretti a combattere dopo la costituzione dello Stato d’Israele è stata quella di opporsi alla loro vera e propria cancellazione storica. Il loro obiettivo primario è stato di affermare – non solo contro Israele, ma anche contro paesi arabi come l’Egitto, la Giordania, la Siria – la loro identità collettiva e il loro diritto all’autodeterminazione. Soltanto molto tardi, non prima del 1974, le Nazioni Unite prenderanno formalmente atto dell’esistenza di un soggetto internazionale chiamato Palestina e riconosceranno in Yasser Arafat il suo legittimo rappresentante.

L’aggressione di Israele da quando è cominciata, è di una violenza ingiustificabile che ha superato ogni limite: il numero dei palestinesi morti dall'inizio dell'offensiva israeliana è salito ad almeno 1.456, un bilancio più grave di quello dell'operazione “Piombo fuso” del 2008-2009. E ancora una volta tra le vittime ci sono donne e bambini. Un vero è proprio massacro. «Ho un figlio di quarant'anni anni a Gaza. Ha due bambini piccoli. Sono in grande ansia», confida Abraham B. Yehoshua.

Ma mi faccia il piacere!vincenzomaddaloni.it

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