Il bar all’angolo
19 Agosto Ago 2014 1317 19 agosto 2014

Tre votazioni su 39: il poco elegante assenteismo di Barbara Spinelli

Non è per fare polemica, non è per versare benzina sul fuoco, ma sappiate che Barbara Spinelli, figlia di Altiero Spinelli, candidata alla Lista Tsipras – ma solo per attirare voti e sub condicione di lasciare il seggio a “candidati con competenze ed energie” maggiori delle sue, salvo poi ripensarci e accettare il seggio, alla faccia di chi le ha creduto – ebbene, la stessa Barbara Spinelli ha finora partecipato a tre votazioni su 39 al Parlamento Europeo. Tre su 39. Una vergognosa percentuale del 7,69%.

Ha votato solo alle prime tre, il 16 luglio. E non è che si è persa votazioni su temi superflui: è mancata quando si è votato sul conflitto in Palestina, sull’Ucraina, sulla Nigeria e sull’Iraq.

Lei potrebbe ribattere (ma non lo ha ancora fatto) sottolineando che gli altri italiani non hanno fatto granché. Hanno partecipato solo al primo giorno anche Curzio Maltese, Giovanni Toti, Alessandra Mussolini, Raffaele Fitto, Matteo Salvini, Lorenzo Cesa, Alessandra Moretti, Renato Soru e Goffredo Bettini.

Ma ecco, sig.ra Spinelli, nonostante lei si trovi in discreta compagnia, se guardiamo al cognome che porta (discorso che non si può fare per la Mussolini), al poco elegante ripensamento che l’ha spinta ad accettare il seggio, allo stile snob e progressista di una vita e, infine, alla denuncia del “vuoto democratico” da combattere – parole con cui annunciava di voler andare in Parlamento – ci sembra poco educato che, a conti fatti, oltre alla democrazia, resti “vuoto” anche il suo seggio.

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