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Behind reputation
4 Settembre Set 2014 1109 04 settembre 2014

#IceBucketChallenge: gara di solidarietà o di personal branding?

La secchiata d’acqua gelata, scherzo da spiaggia che impazza nelle afose giornate estive, ha cambiato radicalmente definizione dopo #IceBucketChallenge. Il gavettone violento, solitamente mal gradito da chi lo riceve, è diventato l’attività preferita da celebrità e rappresentanti istituzionali di tutto il mondo, nonché da persone comuni coinvolte con un effetto domino a inzupparsi e nominarsi in video per solidarietà. Contrariamente alle Neknomination di pochi mesi fa che invitavano a bere senza limiti, l’esibizionismo social diffusosi viralmente stavolta ha portato i frutti ad una giusta causa.  Oltre 40 milioni di dollari raccolti e donati ad ALS Association, un’organizzazione no profit che combatte la sclerosi laterale amiotrofica (sla), ed un traffico sui social della portata di quasi  4 milioni di tweet in un solo mese e di oltre 2,4 milioni di video su Facebook. Nel tran tran di docce ghiacciate famose con protagonisti da Mark Zuckerberg a Lady Gaga, passando per Steven Spielberg e Bush, fino ai nostrani Matteo Renzi, Laura Pausini e Andrea Bocelli, in pochi si sono tirati indietro, dando vita ad uno spettacolo collettivo divertente e dall’attesa crescente. Chi sarà il prossimo? Obama cambierà idea e accetterà la sfida?
 
L'IceBucket non è solo spettacolo, ma l’ultimo fenomeno più  lampante di come oggi l'indifferenza non sia più concessa e la sfida si giochi continuamente a cavallo del binomio notorietà/reputazione.  Alcuni personaggi hanno accettato la sfida partecipando al video per ribadire un ruolo da comunicatore, come Renzi; altri hanno realizzato un video per spiegare perché non accettavano la nomination (il ballerino Kledi Kadiu) o sono stati bersagliati da commenti critici per una donazione considerata non all’altezza dei cachet percepiti, come accaduto a Luciana Littizzetto. Altri ancora come... CONTINUA A LEGGERE SU BEHIND REPUTATION

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