Andrea Porcheddu
L’onesto Jago
8 Settembre Set 2014 1513 08 settembre 2014

Positano premia la danza

C’è un legame antico tra Positano e la danza internazionale. Affonda le sue radici agli inizi del Novecento, e prosegue tutt’oggi. Leonide Massine, il celebre coreografo, acquistò le isole Li Galli, tre scogli rocciosi e bellissimi proprio in fronte a Positano. Vi tornava spesso, il maestro russo, per soggiornare e provare i suoi lavori. Poi fu la volta di Rudolf Nureyev: anche lui ai Galli, a lungo proprietario di quelle isole che, narra la leggenda, furono delle Sirene. Ma a Positano aveva casa anche Franco Zeffirelli, e certo il gran mondo dello spettacolo vi soggiornava con piacere.

Alla danza – alla migliore danza mondiale – è dedicato dunque il prestigioso Premio Positano, che ogni anno, a settembre, assegna riconoscimenti a quanto di meglio si muove sulla scena italiana e internazionale.

Così, nell’ultimo giorno di una strana estate – con un sole caldo la mattina e un vero nubifragio al pomeriggio – sulla spiaggia grande di Positano ha preso vita la 42esima edizione del Premio intitolato proprio a Leonide Massine.

Con la vivace direzione artistica del giovane e brillante Daniele Cipriani – che con molta e sincera umiltà ha preso le redini della manifestazione –; sotto l’occhio sornione e appassionato di Alberto Testa, studioso e critico di danza che ha vissuto tutta la storia del Premio; con lo charme intatto di Carla Fracci, in veste di partecipe madrina, la giuria internazionale ha firmato un “gala” di indubbio livello.

Il presidente della Giuria, Roger Salas, si è detto soddisfatto: tutti i riconoscimenti sono stati assegnati guardando non solo alla qualità, ma anche e soprattutto in prospettiva futura, alla crescita degli artisti e del canone coreutico.

Spazio dunque per nuovi talenti, ma anche per maestri indiscussi, che però non smettono di ricercare nuovi codici, di inventare nuove forme, di sperimentare inedite soluzioni. Così, il Premio Positano 2014 alla carriera è andato a un genio come lo svedese Mats Ek e alla sua danzatrice-feticcio e compagna Ana Laguna. Coppia straordinaria, per talento e creatività, per capacità di innervare il classico di attualissima energia, di coniugare eccelsa qualità tecnica e profonda umanità. Ana Laguna, per la speciale occasione, è tornata ad esibirsi: come Balia nella folgorante rilettura del Giulietta e Romeo di Ek, accanto alla bravissima Mariko Kida, insignita del premio speciale “Benois-Massine”.

Tra gli altri premiati, spicca Olga Smirnova, per la leggiadra eleganza e la incredibile sapienza tecnica (in scena accompagnata da Semyon Chudin); si fa apprezzare il giovane Carlo Di Lanno; stupisce e diverte l’ironico e virtuoso Steven McRae; convince la potente e guizzante Peiju Chien-Pott. Un deciso apprezzamento merita Giuseppe Cumuniello, vincitore come “danzatore contemporaneo dell’anno sulla scena italiana”: artista non vedente, Cumuniello lavora con Virgilio Sieni dal 2008 e a Positano ha presentato una creazione del coreografo fiorentino, dal titolo Picasso con Sedia, su musiche di Francesco Giomi e Joe Hisaishi. Lavoro intenso, duro, ipnotizzante che anima e sconvolge un Pierrot che di Picasso mantiene l’aspra e amara verità, la desolante inquietudine, il disincanto di un impossibile tentativo di fuga da sé, dalla vita, dal mondo. 

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