Edoardo Beltrame
Guarda bene la bolletta
10 Settembre Set 2014 2104 10 settembre 2014

Caravan petrol.

Sembra che l’articolo 71 dello “sblocca Italia” ci darà il posto che meritiamo, al fianco dei Sauditi!  

Il premier andrà in giro per il mondo con la kefiah e il comportamento  delle belle ministre dovrà conformarsi alla purdah. Saremo ricchi come cresi, perché la “solita banda dei soliti buchi” si spartirà imperiali royalties; potremo esportare finalmente il gas in Russia e magari, tra un gelato e l’altro, invaderla.

https://www.youtube.com/watch?v=EACudJqowoc

Ma torniamo alle cose serie: la pagina 10 dell’inserto economico del Corriere di lunedì scorso ci dice cosa succederà.

“Più barili meno debito pubblico? Va a finire che, per compensare le mancate privatizzazioni in Italia si cercherà l’oro nero. I nuovi petrolieri, anche in Italia sono pronti. Se la produzione d’idrocarburi raddoppiasse com’è da richiesta del premier…..”

Nazionalizzare, privatizzare e liberalizzare sono attività ricorrenti che si replicano in continuazione e che portano sempre enormi vantaggi ai Manovratori. Quando una società privata va troppo bene, la si nazionalizza e quando una società statale va male si tenta di privatizzarla. Se non si riesce a privatizzare, adesso si scava per altri. La liberalizzazione è il fumo di queste operazioni, soffiato negli occhi del popolo.

Enel, vendette un bel po’ di centrali alla spagnola Endesa, per poi ricomprarla tutta. Con il risultato che a Enel, e alla Cassa Depositi e Prestiti, finiranno gli assets di quelli cui era stato dato il permesso di giocare con l’energia, ma hanno perso.

Perso per modo di dire, come Sorgenia, venuta fuori con le tasche piene, dopo aver girato due miliardi di debiti alle banche.

A proposito di tasche, banche e green fund le hanno piene d’incentivi che noi, poveri idioti, pagheremo con le bollette per vent’anni.

Mentre il sistema sta rintuzzando i timidi tentativi del premier di spalmarli, arrivano altri affari: il petrolio e il gas nostrani che, fino ad oggi non sapevamo di avere, e i tubi.

Nuovi giovani petrolieri si spartiranno il 20% dell’enorme ricchezza: hanno già pagato un miliardo e mezzo tra imposte e royalties nel 2013 e vedi mai che si raddoppi! L’80% è saldamente in mano a ENI  e si sa già come andrà a finire: esattamente come per l’energia, faranno giocare i giovani petrolieri a spese nostre e, tra dieci anni, tornerà tutto all’ENI.

E chissenefrega dei business plan, e dei consumi, attuali o previsti, la parola d’ordine è: se non lo facciamo noi lo fanno i Croati.

Lo diceva anche l’Ingegnere, quando costruì le ultime centrali a ciclo combinato, che non costruiva più nessuno. Lo hanno affossato, ma le banche ne hanno rilevato i debiti, non prima che il premier, sembra notte tempo, concedesse il capacity payment a tutti, per centinaia di milioni di euro all'anno, che pagheremo noi con le bollette, per buona pace di quello che invece voleva ridurlre.

E quindi corriamo, non si può perdere questa occasione, dobbiamo essere protagonisti dello scacchiere energetico Europeo. Dobbiamo perforare la Basilicata e l’Adriatico, diventare il crocevia di pipelines, esportatori di gas in Europa e dobbiamo investire: solo Snam sei miliardi di euro e sapete chi li metterà? Noi con le bollette!

Un post precedente trattava l’argomento  http://edoardobeltrame.com/2014/07/16/cattedrali-nel-deserto-pagate-dai-...

Chi non ha tempo di leggerlo, potrà ricordare il governo dei tecnici, quello dei baratri, della Fornero e dei grandi affari,  e il SEN – il documento di Strategia Energetica Nazionale – firmato da un banchiere, che, come re Mida, dove tocca ci costa, e da un Ministro finito in grossi casini con l’Ilva.

Quel documento varato sul letto di morte del governo Monti, fu poi preso per buono dai saggi di Napolitano, divenuti i saggi di Letta, che lo approvò.

Quel documento, che ha dormito per un po’, è diventato il pilastro di tutto questo delirio, i cui contorni cominciano ad essere chiari.

www.edoardobeltrame.com

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