Mercato e Libertà
11 Settembre Set 2014 1055 11 settembre 2014

L'improbabile mito di Salvador Allende

È di moda in alcuni ambienti passare l’11 Settembre a commemorare Salvador Allende, deposto in quella data nel 1973. L’Allende vittima di un golpe militare del mito non ha però nulla a che fare con l’Allende storico: anche solo ‘statisticamente’, l'idea che sia esistito un marxista ben intenzionato dovrebbe far nascere del resto dei dubbi.

Questo articolo dell'Economist, di poco successivo al golpe, riassume la situazione cilena dell’epoca, e conferma tali dubbi.

Il testo della Risoluzione della Camera dei Deputati cilena che con quasi due terzi dei voti denunciò le violazioni costituzionali e dei diritti umani di Allende il 22 Agosto del 1973 si trova qui(Leggere qui per un po' di background)

Infine, questo riassunto dettagliato, che se non fosse coerente con quanto riportato dall'Economist e da Wikisource potrebbe però essere considerato di parte, è opera di Jose Pinera. Cito quest’ultimo perché è l’unica fonte in italiano, ma riassume correttamente la Risoluzione:

“L’Accordo, approvato da quasi due terzi dei deputati, ovvero il 63.3 per cento dell’assemblea, accusava il governo del Presidente Allende di venti violazioni concrete alla Costituzione e alle leggi, tra le quali anche la protezione di gruppi armati, le torture, e il fermo illegale dei cittadini, o ancora l’imbavagliare la stampa, il manipolare l’educazione, il limitare la possibilità di uscire dal paese, il confiscare la proprietà privata, il formare organismi sediziosi, il violare le attribuzioni del Potere giudiziale, il Congresso e il Controllore Generale della Repubblica, e tutto ciò in maniera sistematica e col fine di instaurare in Cile “un sistema totalitario”, cioè, una dittatura comunista.”

La mitologia sul Cile ha anche una sua variante ‘di destra’: siccome Pinochet, rara eccezione tra le dittature militari, fece anche cose intelligenti, va rivalutato: ciò che colpisce è il bisogno psicologico di fare di necessità virtù, di imbiancare il grigio (scuro) per renderlo più gradevole. Il lieto fine della vicenda Allende / Pinochet arrivò col referendum del 1988 che cacciò il secondo (due anni dopo), e se il golpe fu probabilmente un passo necessario per impedire l’involuzione totalitaria del Cile e preservare nel lungo termine la democrazia, è osceno estendere tale considerazione alla prolungata dittatura successiva, durata ben 17 anni, da cui i cileni votarono per liberarsi nel 1988.

In Italia purtroppo tutti tifano appassionatamente e nessuno valuta imparzialmente. Come ogni forma di fanatismo, il tifo è manicheo: tutto è o bianco o nero, e quindi se una parte è nera l’altra deve essere per esclusione bianca. Il mondo non funziona così, ma a chi importa? Una delle ragioni psicologiche dell'appeal del manicheismo è che rendere ‘bianca’ la propria fazione riduce i propri sensi di colpa, ma la realtà non dipende dalle nostre fisime psicologiche.

La sinistra ha avuto molti miti nel corso del XX secolo, di norma incompatibili con la realtà storica. Da Lenin a Stalin, da Pol Pot a Mao, molti cittadini di paesi civili e prosperi hanno elogiato dittatori responsabili di decine di milioni di morti e centinaia di milioni di poveri. Occorre superare mitizzazioni 'romantiche' di regimi che nel XX secolo hanno oppresso miliardi di esseri umani: se si vuol rendere il mondo migliore, occorre in primis evitare di fornire scuse a chi è altrimenti intenzionato. Allende non ebbe il tempo di fare moltissimi danni rispetto ad altri tristi personaggi, ma quel che riuscì a fare lo pone nella categoria dei criminali, non degli eroi, assieme al suo successore.

Pietro Monsurrò (Twitter: pietrom79)

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