Alessandro Da Rold
Portineria Milano
12 Settembre Set 2014 1432 12 settembre 2014

Senza fondi pubblici alla scuola Bosina della moglie di Bossi non resta che chiudere

Nel 2009 arrivarono 300mila euro di fondi pubblici, nel 2010 ben 500mila, per ristrutturazione e ampliamento. E sono solo una parte tra contributi regionali, statali e speciali di cui ha goduto negli anni d'oro del potere della Lega Nord. Ma adesso la Scuola Bosina, fondata da Manuela Marrone, la moglie dell'ex leader della Lega Nord Umberto Bossi ha dovuto chiudere i battenti. Troppi debiti, circa 800mila euro e troppi pochi iscritti, appena 10. E pensare che tra queste mura ottenne il diploma di scuola elementare pure il Trota, il figlio Renzo poi travolto da bocciature e scandali per lauree false in Albania. La società va verso la liquidazione. La comunicazione è arrivata direttamente dai vertici della scuola diretta da lady Bossi: «Considerata la eccessiva e ulteriore diminuzione degli iscritti per il nuovo anno scolastico, dovute per lo più a voci infondate di possibile chiusura della scuola,considerata l'entità del debito ad oggi esistente; considerata la mancanza di sovvenzionamenti e considerato il danno d'immagine, il clamore mediatico e le relative conseguenze prodotte dalle comunicazioni sugli organi di stampa di alcune insegnanti, in parte veritiere, in parte false e pretestuose, nella giornata del 1° settembre il Cda non può che prendere atto di questa situazione e per evitare ulteriori e peggiori disagi agli alunni ancora iscritti (19 alle medie, una decina alla primaria e una ventina alla scuola dell'infanzia, ndr), ha deciso disospendere l'attività scolastica per l'anno 2014/2015, ad eccezione delle classi 4° e 5° elementare e della classe 3° media che potranno continuare la loro attività scolastica solo grazie all'opera volontaria di alcune insegnanti». Della trentina di studenti che avevano deciso di iscriversi anche quest'anno per concludere il ciclo di studi, però, ne sono rimasti solo una decina: i genitori spaventati dalla situazione hanno deciso di andare altrove. Del resto che la situazione stesse precipitando lo si era capito già un paio di anni fa dopo lo scandalo del tesoriere Francesco Belsito sui rimborsi pubblici del movimento leghista. Già allora i genitori si dissero preoccupati per la situazione. Non avevano tutti i torti. 

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