Ernesto Gallo e Giovanni Biava
Giovine Europa now
18 Settembre Set 2014 1050 18 settembre 2014

Gli americani preferiscono le bionde. Lady Pesc da Roma a Bruxelles.

Dopo l'estate, e' di nuovo con noi Matteo Laurenti. Oggi scrive di Federica Mogherini ed Europa...grazie Matteo!

“Soltanto delle goffe persone senza anima, come quelle che redigono l’organo del Vaticano, soltanto

i clerico fascisti romani, soltanto i moralistici capitalisti milanesi, possono essere così ciechi da non

capire che con La dolce vita si trovano davanti al più alto e al più assoluto prodotto del

cattolicesimo di questi ultimi anni”.

                                                                                               (Pier Paolo Pasolini; Filmcritica, 1960)

(…) Morire. Morire e vado in paradiso. Muoio, vado in paradiso e dopo 5 minuti che arrivo in

Paradiso arriva un terrorista dell' I.R.A. Suona il citofono, arriva giù San Pietro e dice:

“Buonasera, lei chi è”?

“Sono un terrorista dell'I.R.A.”

“Ah ma no. Lei non può entrare qua dentro”.

“Ma io non voglio entrare, che cazzo, siete voi che dovete uscire entro tre minuti”. Buonanotte, che

Dio vi benedica”. (…)

                  (Walter Zappa (Paolo Rossi); Kamikazen-Ultima notte a Milano; Gabriele Salvatores, 1987)

Federica Mogherini è bionda. Come Hillary Clinton. Come Angela Merkel, Emma Bonino, Marianna Madia, Anita Ekberg, diverse attrici scoperte e lanciate dai fratelli Carlo ed Enrico Vanzina  e come tante altre ragazze o donne bionde.  Sulle “bionde” esistono da sempre innumerevoli e svariati luoghi comuni. Tanto da creare un indice analitico nell'immaginario collettivo che, attraverso i secoli, dalla trecentesca ed eterea Laura, fino alla più prosaica e vituperata Lucrezia Borgia, ha consolidato il fattore biondo in un archetipo, tra fascinazione e svagatezza, inconciliabile con il determinismo storico di qualsivoglia libero arbitrio umano. Le bionde sono tanto lineari nella loro auto rappresentazione quanto enigmatiche nella stessa interpretazione. Pericolose poi a volte, nella loro riservata posizione di oggetto del desiderio, che nel silenzio sa di essere privilegiato interlocutore di attenzione, ispirazione e molte volte ossessione di un fine strumentale alla manipolazione. La bionda molte volte può anche essere sinonimo di “donna oggetto”. O “giornalista oggetto” nel caso della De Gregorio. JFK e suo fratello Bobby avevano una bionda in due, una che si inginocchiava ma non per pregare. Walter Veltroni, devoto alla chiesa marxista, sindaco pasoliniano ma soprattutto agiografo kennediano, invece ha avuto due bionde per sé. Di Marianna Madia non voglio parlare (e non vedo perché si debba farlo a prescindere). Da Federica Mogherini (Figc, PdS, DS, PD, talmente veltroniana da essere meglio dell'originale), non ci si può tuttavia esimere, perché dal 30 agosto scorso è stata eletta “Alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell'Unione europea”. Figlia del regista e famoso scenografo (anche) pasoliniano Flavio Mogherini, classe 1973, ha fatto tutto quello che doveva fare per essere un ministro imposto da Giorgio Napolitano, dell'esecutivo Renzi, al posto dell'amica di Mario Monti, la radicale delle tante battaglie poi vinte dai socialisti craxiani, Emma Bonino, che l'ha preceduta come Ministro degli Affari Esteri italiani. Renzi al posto di Letta, la Mogherini al posto della Bonino, una classe dirigente che ancora minaccia la popolazione di andare a votare (cosa ma soprattutto quando, non si sa), perché la nostra Costituzione è il frutto maturato da una guerra civile vinta dagli Alleati e il tutto risulta tranquillamente democratico. Come il nostro presidente della Repubblica. Oscar Luigi Scalfaro, l'ultimo presidente di sinistra in quanto democristiano in ordine di tempo, che è passato a miglior vita salvandoci dalla “questione morale” che era rimasta a sinistra. La Mogherini piace ai Dem obamiani. Prima non piaceva. Ora piace. D'altronde Renzi una volta non piaceva neanche ai sindacalisti, ora piace molto ai pensionati del sindacato (quelli che tesserano e fanno soldi). Ad Obama piaceva molto il modello sanitario (e scolastico) europeo. Quel mix di interpretazione egualitarista del welfare e socialdemocrazia “virtuosa”, che tanto il PD ha voluto portare in Italia e che altrettanto, nel frattempo, ha devastato I conti e prosciugato le tasche dei bilanci della nostra nazione, senza dare risultati sulle potenzialità finali, come una migliore istruzione applicata al lavoro o una maggiore qualità rigenerativa sociale e portando ricercatori, medici e docenti ad emigrare a seconda delle stagioni. Ora gli interessa un po' meno, e non perché gli americani si sono domandati cosa ci fosse di così “migliore” nel modello europeo ma perché gli americani si sono spaventati che avrebbero potuto fare la fine dell'Unione europea. Quindi Stati Uniti ed UE però devono restare in contatto. Se loro non possono avere i nostri “privilegi”, Obama, nell'interessantissimo chaos delle prossime elezioni mid term del suo secondo mandato, percependo un tracollo definitivo della sua missione e conseguente oblio storico, ha deciso di fare come i suoi predecessori democratici, coniugi Clinton in testa. Una guerra. In Europa ovviamente. Federica questo lo sa. O almeno glielo hanno detto a Bruxelles. Credendo a tutto quello che le viene detto, come per esempio che la Russia non sarà altro che una stazione di rifornimento tra l'Asia e l'Europa, sia una approfondita analisi di qualche prestigioso think tank vicino alla Casa Bianca. Obama ora come ora ha ancora solo una carta da giocare. Il reinvestimento dei dollari dei propri contribuenti per far ripartire l'industria, possibilmente interna, la stessa che ai tempi dei coniugi Clinton aveva fatto le valigie (la new economy di un'era glaciale fa). E l'industria negli Stati Uniti si reinveste principalmente con il fattore bellico da traino. Da sempre e per Costituzione. Lo scacchiere internazionale è ancora quello ideato da Zbigniew Brzezinski, (l'ex consigliere per la sicurezza internazionale di Jimmy Carter, ora comodo membro della Commissione Trilaterale, noto think tank internazionale. Forse lo stesso che dà i consigli alla Mogherini), di cui ho già scritto e su cui è inutile scrivere ancora per non cadere nel tedio già visto, già detto, approvato.

Il punto però, ritornando in Italia è un altro. L'Italia, insieme alla Germania, è ancora perfettamente ricattabile sotto ogni profilo, dagli Stati Uniti, politicamente ed economicamente. La Mogherini, in quanto Lady Pesc, deve e dovrà convincere l'opinione pubblica europea della bontà di un piano suicida per l'UE, come quello di Obama, che maldestramente cerca di isolare il “benzinaio” Vladimir Putin. E questo perché abbiamo perso una seconda guerra mondiale che ci ha consentito di scrivere la nostra  Costituzione. Italiana, non certo Europea.

Cosa potrà fare una bionda agli affari esteri dell'UE è ancora tutto vedere. Di inutile intendo. Più o meno come un'analisi di Pasolini a La Dolce Vita. Magari pagheremo le rate di una Terza Guerra Mondiale come predetto dall'unico politico che fa politica in Europa oltre Vladimir Putin, Papa Francesco (anche se però lui è un gesuita e ai gesuiti La Dolce Vita, piacque). Talmente dentro la storia non scritta da esserne completamente fuori. Come la storia fin qui dell'UE.

Ps: la citazione di Kamikazen non è stata apparentemente commentata. Ma con i terroristi dell'ISIS alle porte, non mi sento sicuro neanche in una base NATO.

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