Edoardo Beltrame
Guarda bene la bolletta
2 Ottobre Ott 2014 1040 02 ottobre 2014

La crisi del gas, l'inverno alle porte e "fare male" a Putin

Stiamo per riaccendere le caldaie e siamo in guerra energetica con chi, nei primi sette mesi di quest’anno, ci ha fornito la metà del nostro fabbisogno di gas,un quarto di quello del petrolio e un quinto di quello del carbone.

Se l’inverno sarà molto rigido, come l’estate che al nord non s’è vista, dovremo arrangiarci con la legna.

Siccome siamo già capaci d’incasinarci in condizioni normali, figuriamoci cosa succederà, in una situazione così complicata. http://edoardobeltrame.com/2014/09/03/la-tempesta-perfetta-e-il-rischio-... 

Le dichiarazioni dei ministri non cambiano. Ecco quella di Passera durante la crisi del febbraio 2012, che tutti hanno dimenticato. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-06/lemergenza-radio-114909.shtml?uuid=Aap4WmnE

Quando serviva gas, e faceva un freddo cane, gli stoccaggi erano vuoti. Adesso è Guidi a rassicurare sugli gli stoccaggi, che sono quasi pieni ( e infatti paghiamo una parte della bolletta proprio perchè lo siano) ma esagera, quando dice che, senza il gas russo, potremo andare avanti per tre mesi.

Dice di non sapere ancora a quale prezzo, ma la guerra è guerra  e, mentre i Russi possono usare la stessa Ferrari per altri sei mesi senza cambiarla, è pacifico che noi non possiamo fare a meno del loro gas per tutto l'inverno.

E' molto  probabile che il gas che attraversa l’Ucraina, non arrivi, come è molto probabile che il prezzo dei combustibili s'impenni; già dal prossimo trimestre, le bollette ci costeranno il 5% in più, con buona pace di quelli che volevano ridurle.

Dei nostri partners europei, che c’impongono di essere duri con i Russi, i Tedeschi ricevono gas direttamente da loro, i Francesi si scaldano con l’energia nucleare, gli Inglesi sono autosufficienti. Gli altri contano poco, come Putin ha già fatto capire, quando ha scoperto che qualcuno faceva il furbo rimandando il suo gas in Ucraina.

Noi abbiamo i tubi ( pagati con le nostre bollette ) che arrivano dall’Africa, dove potrebbe ritornare di moda il taglio delle gole, con le prevedibili conseguenze. Mancano i gassificatori per il gas americano, che Obama ha detto che ci spedirà tra cinque anni, e quindi c’è tempo. Nel frattempo abbiamo deciso di trivellarci, alla ricerca di idrocarburi, se no ce li fregano Croati e Maltesi, ma anche per quelli c’è tempo.http://edoardobeltrame.com/2014/09/10/caravan-petrol/

Gli stoccaggi non devono essere pieni adesso, ma quando ce ne sarà bisogno e senza che chi li gestisce faccia i soldi con gli arbitraggi; e, comunque, dire che possiamo fare a meno del gas russo per tre mesi, sembra la scenetta di Renzi con il gelato.

Dopo aver fatto quattro conti, e dopo aver impugnato il taumaturgico corno Napoletano, sarebbe meglio dire che: se gli stoccaggi saranno pieni quando ce ne sarà bisogno, se non farà un freddo cane e se ci sarà un minimo di ripresa economica potremo resistere al massimo per due/tre settimane, nell’ipotesi che si fermino anche i gasdotti africani.

In tale funesta eventualità, siccome siamo il paese del sole, difficilmente moriremo di freddo, perché da noi il gelo dura al massimo una settimana, ma cosa succederà all’industria se si troverà senza gas, magari in presenza di una timida ripresa ?

In questa situazione, tutt’altro che semplice, il senatore Mucchetti getta gas sul fuoco, affermando che la rinuncia dell’Eni alla partecipazione nel gasdotto South Stream sarebbe “una sanzione vera che a Putin farebbe male". In primavera scatta infatti la ricapitalizzazione della società, a maggioranza Gazprom, proprietaria del tubo. L’Eni dovrebbe versare 2 miliardi se vuol conservare la sua attuale quota del 20%. Ma può anche astenersi, lasciandosi diluire fin quasi a zero ed evitando così di fare altri 2 miliardi di debiti”.

Difficile non immaginare le risate di Putin, dopo essersi ripreso dalla battuta del giornasenatore.

www.edoardobeltrame.com

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