Emanuele Rigitano
Ego politico
20 Ottobre Ott 2014 0728 20 ottobre 2014

Occupypalco: il problema del Movimento 5 Stelle è la trasparenza (ESCLUSIVA)

“Un gesto d’amore per il bene del Movimento 5 Stelle”. Così hanno risposto, durante l’intervista esclusiva per Ego Politico e Linkiesta, quando ho chiesto a Pierfrancesco (P) e Orazio (O) se avessero fatto un sacrificio con la clamorosa azione del gruppo di Occupypalco ,  all’evento dei 5 Stelle al Circo Massimo. Poiché loro avevano il badge come organizzatori, c’è chi andava a prendere Beppe Grillo e lo accompagnava in giro, attirando anche qualche invidia. Tutto a titolo volontario e gratuito, sottolineano. Ora però non avranno più questa opportunità che per loro era un piacere anche se toglievano tempo alla famiglia.

“La nostra è stata una protesta propositiva”, tengono subito a precisare per non essere fraintesi. Trasparenza, il loro mantra e la loro preoccupazione. Un confronto in un ufficio di periferia durante un tramonto romano, tramonto che non vorrebbero arrivasse per il Movimento, che riconoscono come unica chance di cambiare l’Italia.

AVETE AVUTO L'OPPORTUNITÀ DI PARLARE CONBEPPE GRILLO AL CIRCO MASSIMO?

P: Avremmo potuto parlarci, stando dietro al backstage, io stesso ero uno di quelli che lo accompagnavano in giro. Ma non è Grillo che si occupa di queste cose.

NON PENSATE CHE IL RUOLO DI GRILLO SIA CAMBIATO RISPETTO ALLE PRIME LISTE CIVICHE?

P: Per come lo abbiamo visto no, è ancora un grande idealista che crede nel progetto. La nostra posizione privilegiata ci ha permesso di capire che Beppe è una persona vera, glielo leggi negli occhi.

CHE TIPO DI RISPOSTA VOLETE OTTENERE?

O: Cose come la pubblicazione dell'organigramma dello staff, con le deleghe decisionali, la modifica della piattaforma per renderla trasparente, vogliamo vedere il cambiamento. L'interesse nostro è costruire e migliorare.

DICIAMO CHE DEI PROBLEMI CI SONO SEMPRE STATI…

P: È parecchio che sulla rete ci sono contrasti.

O: Tanti problemi sono cominciati a esplodere con le elezioni regionali. Più liste che si presentavano, i documenti, le certificazioni. Una mole di lavoro impressionante, considerando che la Casaleggio Associati fa anche lavoro di editoria, per cui le falle si sono viste subito. Ci rivolgiamo allo staff di Milano, perché quando si pongono domande non si ricevono risposte. I portavoce ricevono la risposta "tu fai il tuo lavoro" e sono parlamentari...pensa per quanto riguarda gli attivisti!

P: A Noi è stato anche detto che non riescono a dare risposte agli attivisti perché ricevono anche 1000 mail al giorno. Per staff intendiamo però persone che hanno il potere decisionale. Ad esempio quando si parla della certificazione e si attende la risposta dello staff..

O: Chi è che lavora alla lista e ci mette le mani? Noi non lo sappiamo.

NON È QUINDI SOLO IL PROBLEMA DI CHI SCRIVE SUL BLOG?

O: beppegrillo.it è il blog di Grillo, il Movimento 5 Stelle dovrebbe essere un'altra entità, con sito proprio e piattaforma propria.

P: Per quanto riguarda le elezioni europee una persona non aveva caricato nemmeno il curriculum nella piattaforma, c'era solo nome e cognome. Ho contattato un'altra persona chiedendo che ne pensava dell'essere stata eletta ma non lo sapeva nemmeno! Anche per queste cose vogliamo aiutare lo staff. Se c'è un problema sul portale sediamoci e affrontiamolo, per capire se il portale è ancora adatto per ciò che è diventato il Movimento 5 Stelle.

TORNIAMO SULL’ATTUALITÀ: LA SCELTA DI ENTRARE NEL GRUPPO DI FARAGE ALL’EUROPARLAMENTO HA PORTATO ALLA FINE CON L'USCITA DELLA PARLAMENTARE LETTONE. NON È FORSE IL MOMENTO DELL'AUTOCRITICA?

P: Parlando del portale interno sulla trasparenza sulle votazioni, un esempio è durante la scelta per il gruppo parlamentare europeo: in tanti erano per entrare con i Verdi. Dovevano mettere tutte le opzioni, comprese i Verdi, poi se non avessero accettato perché hanno in parte chiuso a Grillo saremmo andati a parlare con il secondo più votato.

O: Se la democrazia è partecipata togliendo un gruppo hai influenzato le scelte.

SI È SEMPRE DETTO CHE UNO VALE UNO..

P: Uno vale uno nel senso di voto democratico..

QUELLO CHE VOLEVO DIRE È CHE VALE ANCORA SE ALESSANDRO DI BATTISTA HA 3OOMILA FAN SU FACEBOOK MENTRE UN ALTRO COME ROBERTO COTTI NE HA 2300?

O: Questa è un'altra cosa che pesa sui voti: io personalmente mi sono esposto durante il voto ma se un portavoce con 100mila fan dice come ha votato ha influenzato il voto...questa cosa va rivista.

PARLANDO DI VOTAZIONI: SI FECE LA VOTAZIONE SU QUATTRO PERSONE DA ESPELLERE, FACENDO VOTARE IN BLOCCO ANZICHÉ UNA AD UNA IN BASE ALL'IMPUTAZIONE...

P: Hai centrato il punto. Secondo me è un problema di disorganizzazione, non di malafede. Abbiamo un portale non certificato, per questo sto lottando per la certificazione perché sono convinto che non è in malafede, così evitiamo queste gaffe.

O: Il voto va associato a un codice, con procedure che rispettino la privacy, in modo da poter verificare le votazioni anche per i riconteggi, come accade nelle elezioni. Deve però essere una piattaforma certificata e da un ente terzo...perché se chiedi all'oste se il vino è buono lui che ti risponde?

VOI POTETE GARANTIRE CHE NON VE NE ANDIATE SBATTENDO LA PORTA, DOPO QUESTA ESPERIENZA DI OCCUPYPALCO ?

P: Non è nostro intento andare via e gettare fango.

O: Occupypalco deve essere percepito come un'idea, un contenitore attraverso cui fare domande, uno strumento per tutti quanti, anche per te che non sei nel Movimento.

FARETE DEGLI INCONTRI COME OCCUPYPALCO?

P: Ci hanno detto che a breve ci sarà un incontro per darci una risposta, nel frattempo stiamo ricaricando più volte il cellulare perché ci chiamano da tutta Italia per capire. Ci stanno comunque chiedendo delle riunioni in diversi municipi a Roma.

Ti lascio con un messaggio che ci ha lasciato un portavoce, che ho ringraziato per averci compreso. Lui mi ha risposto: "Sono io a ringraziare voi che mi/ci fate sperare che tra gli attivisti ci siano persone coraggiose e libere come voi capaci di gesti anche forti per difendere i nostri valori". Ecco, se siamo quelli che vogliono cambiare l'Italia dobbiamo essere in grado di cambiare anche al nostro interno.

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