Alessandro Sannini
La nota
2 Novembre Nov 2014 1418 02 novembre 2014

Minibond: Alessandro Sannini, la Svizzera, Il Coffee Bond and more.

E' apparso in questi giorni sulle agenzie l'ingresso di Alessandro Sannini nel consiglio di amministrazione di una struttura Svizzera che si chiama PMV Financial Services SA. Struttura che nei prossime mesi vorrà diventare un centro di competenza pan-europeo per quanto riguarda i corporate bond italiani ed europei di Piccole Medie Imprese (c.d Minibond). L'ingresso di Sannini nel board è sincrono con quello di Robert Van Maasdijk, banchiere con track records incredibili, Ceo di Attica Alternative Investment Fund e con esperienza di oltre 35 anni nelle maggiori banche d'investimento mondiali. Per ora la struttura svizzera non svela l'esatta composizione del team, che si arricchirà nei prossimi mesi di altri esperti internazionali sia a livello di board sia a livello operativo. Il Ticino, quindi potrà avere un centro di competenza per le PMI italiane connesso a livello paneuropeo con tutte le maggiori piazze finanziarie europee capace di valorizzare le imprese italiano ed in qualche maniera dare una mano ad un paese confinante in crisi come l'italia. Qualche settimana fa a Parma c'è stato un convegno dove era presente l'ambasciatore italiano in Svizzera Cosimo Risi , dove sosteneva il grande interesse per che c'è in confederazione elvetica di questo tipo di prodotti, vista sopratutto la grande presenza di depositi italiani di matrice non dichiarata. Il cosiddetto nero che è qualcosa di disdicevole in questo caso potrebbe diventare finanza fresca per le imprese italiane sottoscrivendo i Minibond. A questo sommiamo il fatto che la svizzera è un crocevia di investitori sofisticati non solo nel Canton Ticino, ma anche negli altri cantoni tedeschi e francesi ed ecco che si avrebbe la possibilità di avere una piazza finanziaria capace, insieme al resto dell'Europa capace di sostenere questo nuovo mercato che è triplicato negli ultrimi tre mesi. La prima operazione in corso è il collocamento del bond di Arnold Cofee che viene eseguita con Giamosa SA. L'azienda richiede al mercato €3 milioni con tasso del 7% durata cinque anni con l'inedita formula per l'Italia della cedola mensile, che invece è abbastanza utilizzata nel mondo anglosassone. A parte le dimensioni non elevate questa è un'operazione che può essere di esempio per molte PMI italiane. Accanto a questa si stanno valutando un certo numero di altre operazioni per controvalore di qualche decina di milioni di euro che verranno svelate nelle prossime settimane. Il pensiero è quello di avere una rete globale di controparti dai fondi specializzati, ai brokers, e ai family officies che in un clima disintermediato dal mondo bancario italiano permettano di avere un certo placement power valorizzando le eccellenze italiane sui tavoli di investitori esigenti ed interessati. Con un Parmenideo Panta Rei, restiamo in attesa nelle prossime settimane, di nuovi updates.

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