Elisa Pierandrei
Urban Cairo
5 Novembre Nov 2014 0921 05 novembre 2014

Marrakech per le donne

Le donne. In una recente conversazione con un regista egiziano abbiamo discusso molto di donne, anche se il tema della nostra intervista era un altro. E’ stato come se a loro dovessimo dedicare piu’ tempo e non lo stavamo facendo.

E allora quando nel mio inbox è spuntato il comunicato del progetto Feminin Pluriel, e di una loro prima mostra alla Fondazione Dar Bellarj di Marrakech (che invece si trova in Marocco), ho pensato che avevo finalmente trovato un soggetto per il prossimo post.

Feminin Pluriel è una piattaforma partecipativa che si occupa di social design e gender equality attraverso l’interazione fra artiste internazionali (in residenza) e le donne che vivono nell’antica medina di Marrakech e non solo. Al momento la Dar Bellarj Foundation ospita la mostra Feminin Pluriel #1 , una artista in residenza e incontri della serie Diwan (ogni venerdì) di filosofia, poesia, film, performance, presentazioni di libri, musica. E’ una iniziativa unica in questa città del Marocco meridionale famosa per la sua Biennale di arte contemporanea e un numero crescente di gallerie spesso guidate da stranieri. Lo scopo è quello di rendere omaggio al talento di quelle donne marocchine che qui svolgono attività artigianali a casa ma che restano invisibili al pubblico. Ma l’idea sembra essere anche quella di dare impulso ad un dialogo creativo fra arte contemporanea e forme di artigianato locale. A curare la mostra in corso - aperta gratuitamente al pubblico fino al 30 aprile 2015 - è Aniko Boehler, mentre l’operazione è il frutto di una partnership particolarmente riuscita tra Morocco Experience & Projects, ESAV Marrakech e la Dar Bellarj Foundation, si legge in un comunicato.

Mi ha entusiasmato scoprire che fra le artiste di Feminin Pluriel #1 c’è anche Zineb Benjelloun. Classe 1984, è una illustratrice e grafica che deve il suo talento e occhio per i dettagli ad una carriera, oggi abbandonata, iniziata maneggiando il video (ha studiato da filmmaker alla Sorbonne di Parigi e all’Université d'Aix-en-Provence e poi ha lavorato al canale Medi1). Da tempo la seguo su Facebook anche se nelle mie incursioni marocchine non ci siamo ancora mai incontrate. Zineb vive e lavora a Tangeri da quando nel 2011 è rientrata in patria. Il suo portfolio è aggiornato su Behance. Mi racconta in un breve scambio di email che a ispirare i suoi disegni è la complessità e la ricca iconografia del paesaggio urbano del Nord Africa. “Ognuno dei miei disegni riflette il mio senso per la condivisione e la necessità di documentare il mondo che mi circonda - scrive - In questa visione personale del mondo, mi piace rappresentare il paesaggio marocchino urbano attraverso i simboli della cultura locale in cui mi imbatto nel quotidiano”. Il risultato è una disegno incredibilmente denso, complesso, pertinente e originale. In sottofondo ad ispirarla c’è spesso la voce di Houcine Slaoui, un cantante marocchino la cui musica ha avuto una influenza importante nello sviluppo di un genere chaabi (popolare) locale.

Da tenere d’occhio.


Marrakech Cityscape di Zineb Benjelloun

Marrakech Cityscape di Zineb Benjelloun.

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