Luca Barni
Banchiere di provincia
15 Novembre Nov 2014 0809 15 novembre 2014

C’era una volta la crisi… l’ultima favola del “va tutto bene”

“… Maxi utili, crescita migliore d’Europa, già tre miliardi di euro del prestito Bce concessi alle imprese in un mese e mezzo …”: non si sono risparmiati titoli e parole all’inizio di questa settimana su trimestrali e prospettive di alcune grandi banche italiane. Permettetemi di insinuare un pizzico di dubbio nel coro di osanna che si è levato. E questo perché faccio lo stesso mestiere di chi ha rilasciato le interviste e, nonostante io curi un orticello e loro dei latifondi, tendenze, flussi e scenari di mercato quelli sono; uguali per tutti, grandi e piccoli. E dubito per due ragioni. Primo, perché nel mio lavoro non vedo (ancora) segnali così buoni (che pure ci sono e provengono da qualche realtà in ripresa) da bilanciare le difficoltà accumulate dalle aziende nel corso degli ultimi anni. Secondo, perché non ho la memoria così corta da aver già dimenticato gli articoli degli stessi giornali di sei mesi fa, dove le stesse banche certificavano perdite per molti miliardi. Allora, da dove arrivano toni tanto trionfalistici? Se guardo in profondità le “trimestrali” appena deliberate dalle banche vedo margine di interesse, ricavi netti, margine di intermediazione che non esprimono grandi performance, ergo ragioni per cui rallegrarsi. Mi chiedo: avranno tagliato drasticamente i costi operativi? A ben guardare, per alcuni istituti la discesa è minima, per altri la voce è addirittura in crescita. Allora, con il buon senso di chi cura un orticello, devo concludere che a fare la differenza sia una forte diminuzione delle rettifiche, cioè delle perdite su crediti. Ma è anomalo anche questo, perché -lo dicono i dati di un importante istituto quale  Prometeia- i Non Performing Loans saliranno sino al 2017, e fino ad un valore del 22% del totale dei crediti. Siamo daccapo: da dove arriva tanto ottimismo, allora? Forse qualcuno non la sta raccontando giusta o, meglio, sta raccontando, attraverso il suo ufficio stampa, una storia diversa. Favole? Forse. Ma io non vivo di rendita; lavoro la terra e alle favole non credo.

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