Emanuele Rigitano
Ego politico
24 Novembre Nov 2014 1038 24 novembre 2014

Elezioni regionali 2014: la verità sui risultati leggendoli bene

La capacità di rappresentare la realtà da parte dell'informazione italiana è sempre più difficile da riconoscere, a vedere dai commenti su queste elezioni regionali 2014. La vulgata dice che, a parte l'astensionismo, il Pd di Renzi è andato bene, in Emilia Romagna la Lega Nord è andata benissimo doppiano Forza Italia e il Movimento 5 Stelle è andato male. Ognuno può costruirsi la verità che ritiene più opportuna ma basta solo riportare dei dati oggettivi per far capire ai cittadini italiani che ne hanno voglia come siano effettivamente andate queste elezioni.

Innanzitutto partiamo con i basilari: il centrosinistra a trazione Pd vince sia in Emilia (dove l'astensionismo è passato dal 32% del 2010 al 63 di oggi, un milione in più) sia in Calabria. Non poteva andare diversamente per il consenso che l'opinione pubblica sta dando a Renzi. In Emilia perché il Pd versione Ds ha forti relazioni con il sistema economico, in Calabria perché il centrodestra ha visto la condanna del suo presidente di regione Scopelliti e si è presentato diviso.

Ora però è il caso di fare il confronto con i numeri, rispetto alle elezioni regionali di 5 anni fa.

Emilia Romagna (2014-2010)

Il candidato del Pd Stefano Bonaccini 615.000 voti - Vasco Errani (Pd) quasi 1.200.000. La metà rispetto a 4 anni fa.

Il Pd prende 535.000 voti - 857.000 nel 2010. Ben 300.000 in meno.

Il candidato del centrodestra prende 374.000 - 845.000 nel 2010. Il candidato è della Lega, che ottiene 233.000 voti - 288.000 nel 2014. Gli ex alleati nel Pdl prendono 154.000 voti - 518.000 nel 2010.

Il Movimento 5 Stelle ottiene 159.000 voti - 126.000 nel 2010.

Quindi questi dati ci informano che Pd, ex Pdl e Lega perdono voti rispetto alle precedenti regionali, 5 Stelle aumentano.

Se facciamo un raffronto rispetto alle elezioni europee di maggio 2014, tenendo conto che hanno un valore diverso quindi non automaticamente rapportabili, troviamo:

Pd - 1.200.000 voti

5 stelle 443.000

ex Pdl 392.000

Lega Nord 116.000

Crollano tutti tranne la Lega. Quindi si può dire che la Lega può rallegrarsi per aver preso la leadership in Emilia aumentando i voti rispetto alel europee ma diminuendoli rispetto alle precedenti regionali, i 5 stelle possono rallegrarsi per aver aumentato voti e eletti rispetto alle regionali del 2010 ma ne ha persi molti rispetto alel europee (potremmo interpretare un passaggio di voti verso la Lega ma senza certezze), gli altri hanno perso voti rispetto ad entrambe le elezioni. Il Pd delude anche con Renzi, tra scandali regionali e apatia di un’Italia in sofferenza che non ne può più.

In Calabria (dati non ancora definitivi nel momento in cui scrivo) abbiamo:

la vittoria del candidato Pd su quello del centrodestra, 470.000 per Oliverio - 342.000 per Loiero nel 2010

Pd a 177.000 voti - 162.000 voti nel 2010

Ex Pdl 217.000 voti - 271.000 nel 2010 (dove c’era la lista del presidente Scopelliti che ottenne 102.000 voti

5 Stelle 36.000 - nel 2010 non erano candidati

Quindi in Calabria il Pd guadagna, l’ex Pdl perde, 5 stelle sotto il 5%. Se confrontiamo con le europee abbiamo:

Pd 267.000 voti

5 stelle 160.000

ex Pdl 250.000

Qui perderebbero tutti, tenendo meglio l’ex Pdl.

Sostanzialmente la polemica sui 5 Stelle e sul flop inizia ad essere trita e ritrita, come si dice, è ormai chiaro che a livello regionale e locali il movimento di Grillo non riesce a tenere i numeri delle elezioni nazionali e europee, più di opinione. Il Pd non ottiene piena fiducia dall’elettorato nonostante Renzi, pur vincendo bene in entrambe le regioni. In Emilia il dato è comunque negativo guardando i numeri. L’ex Pdl ormai spezzettato continua a perdere voti, la Lega riesce più o meno a tenere il suo elettorato. In tutto ciò siamo a una partecipazione al voto molto inferiore al 50%, un allarme di una democrazia che da malata si sta trasformando in zombie.

Concludo ricordando che in Emilia la lista L’Altra Emilia Romagna è riuscita ad entrare in Consiglio regionale nonostante il boicottaggio mediatico, con un 4% presentandosi fuori dai poli. Un modo per dire che in Italia il bipartitismo non esiste, lo stanno costruendo in maniera autoritaria, visto che in tanti votano per altre realtà politiche eppure aumentano le soglie di sbarramento, riducono i consiglieri eleggibili, eliminano il voto per le province e il Senato.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook