Luca Barni
Banchiere di provincia
29 Novembre Nov 2014 0732 29 novembre 2014

Pecunia non olet? A volte sì, e non poco…

Ho inanellato nell’ultimo periodo una serie di post sul tema del confronto piccoli/grandi, che vale certo nel mio mondo di riferimento – quello finanziario- ma credo per tutte le categorie economiche.

Nel paese dei guelfi e dei ghibellini, e pur io difendendo spesso il mio piccolo orticello dai grandi ‘latifondisti’ del settore, non mi sono mai piaciute le battaglie di retroguardia, figuriamoci quelle per partito preso. Mi hanno educato così, se una cosa è giusta – o tale la ritengo- lo è a prescindere dalla provenienza.

E allora plaudo all’iniziativa del nostro ministero dell’Economia #prideandprejudice, che rivendica la differenza sostanziale in termini di aiuti statali – pochi - avuti dalle banche italiane in questi anni di crisi. Così come con orgoglio possiamo rimarcare come le banche italiane non figurino nel triste e vergognoso elenco delle banche d’affari multate in questi anni per gli scandali sulle manipolazioni dei tassi e degli indici.

E qui all’orgoglio segue la rabbia: come correttamente sottolineato dai vertici  dell’Abi in questi giorni, nell’analisi e negli stress test della vigilanza europea si sono tenuti in considerazioni questi due elementi, gli aiuti di Stato e i guadagni giudicati illeciti, nei calcoli patrimoniali delle big bank? Ovvio, la domanda è retorica, ma è giusto sottolineare che queste valutazioni, se fatte, avrebbero chiaramente modificato risultati ed equilibri.

Allora il secondo plauso va a Giovanni Sabatini, Direttore Generale Abi, che cito testualmente:”…dobbiamo constatare che nella fredda logica dei modelli matematici di valutazione e simulazione adottati, utili speculativi (gonfiati da pratiche manipolative) sono preferibili a una bassa redditività derivante dalla tradizionale attività di erogazione del credito a imprese e famiglie?’    

Sembra uno spot per le banche di piccola dimensione, e lo è perché è soltanto li che si può attuare vera democrazia economica. Perché la democrazia, nel piccolo, funziona più facilmente.  La mia Bcc ha segnalato prima di altri comportamenti e pratiche che ritenevamo illeciti, in grado di minare profondamente il libero mercato e la concorrenza.

..e qui arriva il pregiudizio del titolo; non possiamo ignorare che il pil mondiale sia stimato in circa 70mila miliardi di dollari, ma il monte derivati pare valga 700mila miliardi di dollari…!!!

Chiudo citando “l’uomo venuto dalla fine del mondo”.

Papa Francesco, a Strasburgo, ha criticato, con pacatezza ma senza sconti, gli squilibri dell’attuale governance economica e la conseguente lontananza dai problemi reali, con istituzioni affaccendate a scrivere regole lontane dalle sensibilità dei singoli popoli, se non, addirittura, dannose. E ha chiesto un’Europa ricostruita non sull’economia, ma sulla dignità dell’uomo e sulla sacralità di diritti inviolabili.

Applausi, cui, con convinzione, mi unisco.

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