Massimo Famularo
Apologia di Socrate
29 Novembre Nov 2014 0840 29 novembre 2014

Quanta solidarietà possiamo permetterci?

Viene tua figlia e ti dice che ha bisogno di andare a teatro tutte le settimane, per integrare necessariamente il percorso formativo, che la porterà ad eccellere in qualche ambito artistico, che tu bieco e ottuso come sei neanche capisci. La cosa fa 150 euri a settimana, che per 4 sono i 600 euro al mese che sognano gli aspiranti stagisti aggratis di quella specie talent show che sono diventate le selezioni per il primo impiego. Tu ti senti una merda, perché la signorina mica ha chiesto frivolezze, quisquilie o pinzellacchere o beni voluttuari: ti ha chiesto di scommettere sul suo futuro e tu già ti vedi rappresentato nel film che faranno sulla sua vita, come il padre meschino che non ha riconosciuto la polvere di stelle che brulicava in casa, per di più, interpretato da un attore brutto e incapace.

No, non ce la fai a dire di no.

Però 600 euri al mese significa che invece di andare a lavoro in macchina ti tocca prendere i mezzi pubblici (che sono scarsi e applicati a fini molteplici), che il vino lo prendi in offerta all'Esselunga invece che in enoteca e che a cena fuori ti tocca andare una volta ogni tre. No, piuttosto prendi in considerazione i surgelati del discount, ma a Sky Sport non puoi rinunciare. Gradualmente le 50 sfumature di grigio della tua vita tendono al marrone.

Poi arriva tuo figlio, che deve assolutamente allenarsi nella polisportiva più costosa nel raggio di 150km. Gliel'hai insegnato tu a mettere passione nelle cose che fa e non puoi essere quello che gli ha sottratto l'occasione della vita. E sono altri 500 euri e altro che sky, discount o cene fuori: marrone profondo, tendente al nero.

Ecco a questo punto uno che legge commenta sornione: mah, forse forse un bravo genitore dovrebbe accettare e far accettare ai propri figli anche l'idea che alcune cose non ce le possiamo permettere. Forse, forse.

Sempre a questo punto, uno che il pezzo l'ha scritto apposta così per portavi qui dirà: com'è che tutta questa saggezza presente nella dimensione familiare svanisce nelle considerazioni a livello paese?

Forse, forse non ce lo possiamo permettere di pagare pensioni sproporzionate rispetto ai contributi versati, scavando un buco nero nel futuro dei contribuenti di oggi obbligati ad aderire a un sistema previdenziale, che è diventato una specie di schema ponzi.

Forse forse, non possiamo permetterci neanche di mantenere miriadi di aziende ed enti pubblici in perdita o di usare la una parte non piccola della pubblica amministrazione come uno stipendificio ad uso,consumo e interesse di una visione della politica come compravendita del consenso.

Certo ci sono gli sprechi e gli stipendi assurdi che sono particolarmente odiosi, ma fanno più rabbia e folklore che volume.

Forse, forse, non possiamo permetterci un sistema formativo che dispensa più (sedicente e autoreferenziale) cultura che capacità di fare qualcosa di utile.

Ma per carità, se ci si permette di toccare (parlandone, mica riducendoli,come sarebbe equo ed eticamente doveroso) i diritti acquisti si commettere sacrilegio. Al più se proprio i conti non tornano, si può immaginare qualche nuova imposta diretta o indiretta che tanto i ricchi, che sono ricchi a fare se uno non li fa pagare?

Che è un po' come dire che se l'inquilino del piano di sopra è benestante possiamo permetterci di costruire la piscina condominiale a spese sue e se protesta lo mettiamo in minoranza in assemblea.Poi mi raccomando lamentiamoci e gridiamo al tradimento se i vicini tartassati traslocano e rimaniamo a litigarci gli avanzi.

Ma no, no, no la sanità e lo stato sociale non si toccano! E l'istruzione men che meno. Son cose importanti che i liberisti mercatisti non capiranno mai.

Ok, ma se uno non vuole toccarle, ma umilmente argomentare che forse andrebbe ripensato chi e come li finanzia e quanta parte può rimanere a carico della collettività? Ma che meschinità da ragionieri sfigati, oltre alla costituzione più bella del mondo noi c' abbiamo una coscienza, non lasciamo morire la gente per strada (a parole) e certe cose non le mettiamo neanche in discussione.

Poi quando il paese raggiungerà la 51esima sfumatura di marrone troveremo una valida e pietosa bugia per addossare la colpa a qualcuno.

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